Un uomo in bicicletta con la mascherina nei pressi del mercato Huanan Seafood Wholesale Market, da cui è probabilmente partita l’infezione, chiuso dal 1 gennaio 2020 (foto: Getty Images/Stringer)

La polmonite in Cina causata da un nuovo ceppo di coronavirus e iniziata alla fine di dicembre 2019 si trasmette anche tra esseri umani. Il governo cinese ha appena diffuso la notizia, il 20 gennaio 2020, e l’annuncio è stato riportato da China Daily e dalle principali agenzie di stampa locali ed estere. Il virus ha colpito infatti anche 15 operatori sanitari a Wuhan, città della Cina orientale che è la più colpita dal nuovo virus, mentre i casi totali accertati sono quasi 300. Le autorità richiamano alla massima attenzione e allerta sull’epidemia. Ecco cosa sappiamo.

La storia del nuovo coronavirus fino a oggi

Tutto è iniziato il 31 dicembre 2019, quando i media hanno reso nota la presenza di casi di polmonite dalle cause misteriose a Wuhan. Il 9 gennaio 2020 le autorità cinesi hanno dichiarato che la causa è un nuovo ceppo di coronavirus e la notizia viene diffusa dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che ha fornito tutte le spiegazioni del caso. Probabilmente tutto è partito dal consumo di pesce e frutti di mare acquistati in uno dei mercati di Wuhan, chiamato Huanan Seafood Wholesale Market, chiuso temporaneamente a partire dal 1 gennaio 2020.

Attualmente ci sono circa 291 casi di polmonite dovuti al nuovo coronavirus, come riporta Reuters a partire dalle dichiarazioni delle autorità cinesi. Di questi, la maggior parte si sono manifestati a Wuhan, circa 14 a Guangdong, una provincia della Cina Sud-orientale vicina a Hong Kong, e 5 a Pechino. 15 operatori sanitari sono stati colpiti dal virus, a cui si aggiunge un altro caso sospetto. I decessi sono sei.

Massima attenzione

Insomma, la nuova epidemia potrebbe migrare e le autorità riferiscono che la Cina è nel periodo chiave per i trasporti e gli spostamenti per la tradizionale festa del capodanno lunare o festa di primavera, nota in Occidente come capodanno cinese, che di solito è in una data compresa fra il 21 gennaio e il 19 febbraio (si celebra alla seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno).

“La recente epidemia di polmonite dovuta a un nuovo coronavirus a Wuhan e in altri paesi deve essere presa in seria considerazione”, ha dichiarato il presidente Xi Jinping, come riporta The Associated Press. “I comitati di partito, i governi e le istituzioni di rilievo a tutti i livelli dovrebbero porre la vita e la salute delle persone al primo posto”. A Ginevra, domani mercoledì 22 gennaio l’Organizzazione mondiale della sanità ha indetto un meeting per determinare se è necessario dichiarare una crisi sanitaria globale. Questa dichiarazione riguarda casi di malattie importanti come l’attuale epidemia di ebola in Congo, l’ebola nel 2014 nell’Africa occidentale e la Zika in America.

Cosa fa l’aeroporto di Fiumicino

Il nostro ministero della Salute avvisa: “Rimandate i viaggi non necessari”. Anche l’aeroporto romano di Fiumicino Leonardo da Vinci, uno dei tre in Europa che ha voli diretti per Wuhan, ha allertato tutte le compagnie aeree affinché ci sia un monitoraggio dei passeggeri in arrivo. Controlli che a Fiumicino già si stanno svolgendo, come rende noto l’agenzia AdnKronos. “Tutte le compagnie aeree con voli provenienti dalla Cina (tutti gli aeroporti) sia con voli diretti che con scalo intermedio devono avere a bordo un numero di Plc (scheda individuazione passeggeri per fini di sanità pubblica) pari al massimo numero di passeggeri ed equipaggio imbarcabili”, si legge nella richiesta, nella quale si sottolinea che “è fatto obbligo alle compagnie aeree di mettere in atto quanto disposto”.

Coronavirus, i prossimi passi

La trasmissione umana c’è, secondo l’Oms. “È chiaro che almeno qualche contagio tra umani è avvenuto, stando alle prove che abbiamo”, ha detto in un’intervista a Bloomberg, riferita sul Bmj, Takeshi Kasai, direttore regionale dell’Oms per il Pacifico occidentale, “ma non abbiamo ancora un’evidenza certa che dimostri che il virus si trasmette facilmente”. E per analizzare meglio le caratteristiche del contagio uomo-uomo gli scienziati hanno bisogno di un maggior numero di dati. Un gruppo del’Oms è ora a Wuhan per studiare meglio la situazione.

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