(foto: Luis Acosta/AFP via Getty Images)

Le donne in gravidanza non devono abbassare la guardia, anzi dovrebbero continuare a rispettare rigorosamente le strategie per ridurre il rischio di contagio da coronavirus, come indossare le mascherine e mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro. A ribadirlo sono due nuovi studi degli statunitensi Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), secondo cui sebbene la maggior parte delle donne incinte positive al coronavirus sia asintomatica, alcune invece possono sviluppare una forma grave della Covid-19 e correre un rischio maggiore di partorire prematuramente o di interrompere la gravidanza. Risultati, tuttavia, che vanno presi con molta cautela: riguardano infatti un numero relativamente ridotto di pazienti, e potrebbero perciò non essere rappresentativi di tutte le future mamme positive al coronavirus.

Nel primo studio, i ricercatori hanno esaminato 598 donne incinte (una su cinque riportava un problema di salute cronico, come asma o ipertensione) positive al coronavirus e ricoverate dal 1 marzo al 22 agosto scorso. Più della metà delle partecipanti (il 55%) erano asintomatiche, mentre tra le 272 donne con sintomi il 16% ha avuto bisogno di cure intensive e circa il 9% di ventilatori per la respirazione e due sono decedute. Delle 458 donne che hanno completato la gravidanza durante il ricovero, molte hanno avuto un parto prematuro (il 23% delle donne sintomatiche e l’8% delle asintomatiche) e interruzioni di gravidanza (il 2,2%, alcune sintomatiche e altre no, hanno avuto aborti spontanei o neonati deceduti).

Il secondo studio, invece, ha esaminato 105 donne incinte positive al coronavirus (anche in questo caso oltre la metà non aveva sintomi) e ricoverate 1 marzo al 30 maggio scorso. Dalle analisi è emerso che i tassi di obesità e diabete gestazionale erano più alti rispetto alla norma, e che il 15% delle partecipanti ha avuto un parto prematuro e il 3% ha partorito un feto deceduto. Negli ultimi anni, precisano i ricercatori, il tasso di nascite premature negli Stati Uniti è stato del 10% e una gravidanza su 160 si è conclusa con un feto deceduto.

Come vi avevamo raccontato, la gravidanza può rendere le donne più vulnerabili alle malattie per diversi motivi. Tra questi, il fatto che il sistema immunitario diventa meno aggressivo per non mettere in pericolo la vita del nascituro, ma espone la futura madre a un maggior rischio di infezioni virali, compresa quindi anche quella del coronavirus. Inoltre, a causa della pressione dell’utero, la dimensione della cavità toracica di una donna incinta diminuisce con l’avanzare della gravidanza, lasciando i polmoni con meno spazio a disposizione. “Ora abbiamo più dati che suggeriscono che le donne incinte possono essere a maggior rischio di sviluppare gravi infezioni da Covid-19”, ha spiegato al New York Times Denise Jamieson, membro della task force Covid-19 dell’American College of Obstetricians and Gynecologists.

Sebbene gli esperti abbiano affermato che sono necessarie ulteriori ricerche e indagini per confermare questi risultati, gli studiosi consigliano alle donne incinte di continuare a rispettare le regole anti-coronavirus, come indossare le mascherine e mantenere la distanza di sicurezza, soprattutto se hanno già altri problemi di salute. “Stiamo ancora cercando di capire come la Covid-19 possa influenzare le donne incinte e i loro neonati”, ha commentato Shikha Garg, epidemiologo dei Cdc e autore di uno dei due nuovi studi, che ha tuttavia sottolineato come tante donne incinte positive al coronavirus non mostravano alcun sintomo da Covid-19.

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