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Dagli Stati Uniti i neurologi lanciano l’allarme: l’infezione da coronavirus Sars-Cov-2 può provocare sintomi neurologici importanti (come disturbi dello stato di coscienza, crisi epilettiche e ictus) anche tra i giovani. Ci sarebbe infatti un insolito numero di casi di ictus tra persone tra i 30 e i 50 anni, senza nessun fattore di rischio. Sebbene i dati siano preliminari e non dimostrino ancora un nesso di causa-effetto, dal Mount Sinai’s Cerebrovascular Center ritengono che i sospetti siano fondati e i ricercatori si preparano a pubblicare le osservazioni raccolte durante l’epidemia di Covid-19.

Sospetti da Oltreoceano

In un articolo del Washington Post, il direttore del Mount Sinai’s Cerebrovascular Center J Mocco ha reso nota la prossima pubblicazione sulla rivista New England Journal of Medicine di un documento in cui il suo team descrive l’osservazione di 5 casi clinici emblematici: persone tra i 33 e i 49 anni arrivati al centro con ictus anche estesi causati da occlusione dei grandi vasi sanguigni. Una condizione che in media si presenta in età molto più avanzata (oltre i 70 anni) o per in presenza di particolari fattori di rischio. Anche le caratteristiche dei coaguli sarebbero insolite.

Che il fenomeno sia legato all’infezione da Sars-Cov-2? Per i medici americani il sospetto è forte, e ipotizzano che i giovani possano risentire maggiormente di queste conseguenze dell’infezione perché più resistenti alle manifestazioni polmonari. I piccoli numeri però non consentono ancora di affermare un nesso di causa-effetto.

Ulteriori dati sulla relazione tra Covid-19 e ictus starebbero per arrivare da altri tre grandi centri medici negli Stati Uniti, riporta sempre il Washington Post.

Manifestazioni neurologiche

Le manifestazioni neurologiche di Covid-19, comunque, sono già note alla comunità scientifica. Secondo uno studio cinese eventi cerebro-vascolari, alterazioni dello stato di coscienza e alterazioni muscolari sono presenti nel 36% dei pazienti con infezione da coronavirus. In particolare circa il 6% presenterebbe ictus, il 15% alterazioni dello stato di coscienza (confusione, stato soporoso, etc), il 19% un danno muscolare. Inoltre alcuni pazienti lamentano formicolio a mani e piedi, altri sintomi da encefalite.

Tutti i paesi colpiti si stanno ormai mobilitando per un monitoraggio più efficiente e una migliore presa in cura dei pazienti. In Italia la Società italiana di neurologia (Sin), per esempio, ha promosso il progetto Neuro-Covid per raccogliere dati allo scopo di definire l’interessamento neurologico dei pazienti e ha stilato un documento su quanto si sa a oggi di Covid-19 e ictus e sui diversi quadri neurologici con cui può presentarsi l’infezione.

Le cause

I problemi di coagulazione del sangue legati all’infezione da coronavirus si conoscono e si ritiene siano per lo più dovuti alla tempesta citochinica, lo stato infiammatorio esagerato, che sconquassa l’organismo nel tentativo di eliminare il virus. Il virus potrebbe anche legarsi all’eparina endogena compromettendo la fluidità del sangue e favorendo la formazione di coaguli.

Che l’ictus e altre manifestazioni neurologiche siano dovuti a una diretta infiammazione del cervello, invece, è meno probabile, anche se non può essere esclusa completamente. Come riferisce la Sin infatti nella maggior parte dei casi l’esame del liquor è pulito, cosa che suggerisce che il virus non attraversi la barriera emato-encefalica. Ma in letteratura sono stati descritti casi di encefalite di pazienti Covid-positivi e dato che un sintomo abbastanza comune dell’infezione è la perdita dell’olfatto c’è il sospetto che in rari casi il virus possa risalire al cervello attraverso le vie nervose del naso.

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