(Foto: Uber)

Partiamo dalla nota dolente: il drone Uber Eats non atterrerà con il cibo ordinato online direttamente in giardino, ma avrà un ruolo fondamentale per velocizzare in modo netto la consegna porta a porta, portando a compimento un progetto del quale si parlava già a fine 2018 quando fu anticipato dal numero uno Dara Khosrowshahi.

Presentato in occasione dell’evento Forbes 30 under 30, questo piccolo velivolo in grado di decollare e atterrare verticalmente da solo potrà trasportare pasti per due persone. La batteria durerà appena otto minuti comprensivi del carico e scarico per un massimo di diciannove chilometri di viaggio.

Vista l’autonomia così risicata, non dissimile da quella del progetto di Amazon, il drone andrà a recuperare le buste dal ristorante e le porterà in tutta rapidità presso il più vicino punto di raccolta di Uber Eats dove saranno sguinzagliati scooter, bici o automobili per l’ultima parte della consegna alla porta dell’utente.

Come si può osservare nell’immagine in testa all’articolo, il drone Uber Eats sarà dotato di ali rotanti con sei rotori che potranno incrementare velocità e efficienza spostandosi da propulsione verticale a orizzontale.

Un sistema chiamato Elevate Cloud sarà destinato al monitoraggio dello “spazio aereo” per sapere sempre quali droni stanno volando e dove, così che anche l’utente potrà ricevere notifiche precise sulle tempistiche.

Quando arriverà questo servizio? Nel 2018 si ipotizzavano almeno tre anni (dunque, il 2021), ma i primi testi dovrebbero partire già dalla prossima estate 2020 presso San Diego in California, stessa località dove sono già avvenuti dei test in collaborazione con McDonald’s.

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