Redatto da Oltre la Linea.

Fra il 1915 ed il 1916 vennero brutalmente massacrati circa 1,5 milioni di Armeni. Il genocidio, perché di genocidio si parla, avvenne ad opera delle autorità dell’allora Impero Ottomano. Fu un massacro terribile, raggiunto attraverso la deportazione forzata, stupri e violenze, esecuzioni sommarie, impiccagioni e altre terribili forme di tortura.

L’origine di questo gesto è da ricercarsi in due diversi motivi: il primo era l’ideologia aggressiva dei giovani turchi, che volevano raggiungere l’omogeneità etnica e nazionale della Turchia. Il secondo fu dovuto all’entrate in guerra dell’Impero Ottomano a fianco degli Imperi Centrali contro l’Impero dei Romanov e l’Intesa. La secolare amicizia fra Armeni, (cristiani), e i Russi, fu il pretesto per epurare dal paese la presunta “minaccia” armena.

Alcuni storici parlano perfino di “genocidio cristiano”,(Michael Hesemann), essendo gli Armeni una popolazione cristiana da tempo immemore. Addirittura il primo sovrano a convertirsi ufficialmente alla fede cristiana fu proprio un Armeno, quando ancora nell’Impero Romano i cristiani venivano perseguitati.

Il genocidio dimenticato: gli Armeni

Il genocidio armeno non è, purtroppo, riconosciuto in tutto il mondo. Una legge in Turchia prevede il carcere per chi si riferisce ai “fatti del 1915”, come ama dire Erdogan, con il termine di “genocidio”. Una vera e propria legge contro le idee, ma soprattutto contro la verità. Purtroppo molti storici come Bernard Lewis, Stanford Shaw e Guenter Lewy negano il genocidio armeno; per loro questo termine è da associare con il solo genocidio ebraico. Perché a quanto pare esistono genocidi di prima categoria e altri di seconda…

Storicamente parlando, gli Armeni erano una minoranza, molto attiva e intellettualmente colta, all’interno dell’Impero del Sultano. Allo scoppiare della guerra, molti Armeni che servivano per l’esercito turco, disertarono, imbracciando il fucile a fianco dei Russi. Questo scatenò le ire dei Giovani Turchi e dell’esercito turco in generale, si decise allora di rispondere in maniera più che violenta. Accusando poveri innocenti, intellettuali, studiosi, borghesi e semplici cittadini armeni di complotti contro il governo, tra il 23 e il 24 aprile 1915 vennero eseguiti i primi arresti a Costantinopoli, l’allora capitale.

Il genocidio dimenticato: gli Armeni
La mappa delle deportazioni degli Armeni

Da quel momento in poi si diede inizio ad un vero e proprio rastrellamento per tutto il paese. Gli Armeni venivano raccolti e sfiancati in marce infinita, dove venivano seviziati e brutalmente uccisi. Le donne soprattutto erano a piena disposizione delle truppe, che facevano di loro ciò che volevano.

Ancora oggi il dibattito è aperto, scandaloso è il fatto che alcune grandi e rinomate Università italiane, come quella veneziana, abbiano per anni assunto professori e professoresse negazioniste di storia dell’impero Ottomano. Fortunatamente le vittime non sono totalmente dimenticate. Proprio in questi giorni, (08/04/2019), viene discussa alla Camera dei deputati una mozione che impegna il Governo a riconoscere il genocidio armeno e a “darne risonanza internazionale”.

(Fausto Andrea Marconi)

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