(foto: Getty Images)

Non è un problema solo italiano. Il nuovo coronavirus Sars-Cov-2 è in Europa. I numeri dicono che l’epidemia in Francia, Germania e Spagna è solo di una settimana-dieci giorni in ritardo rispetto alla situazione italiana. Eppure i Paesi dell’Unione sembrano volerlo ignorare. Per questo la decisione dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) di dichiarare ufficialmente la pandemia può essere letta come l’ennesimo avvertimento al mondo a intraprendere misure di contenimento e mitigazione severe, altrimenti la corsa del virus non rallenterà.

Pandemia è un avvertimento

Se per il nostro Paese non cambia nulla ai fini pratici, il riconoscimento ufficiale dello status di pandemia dovrebbe davvero smuovere i nostri cugini europei (e non solo, l’Oms è seriamente preoccupata per la gestione statunitense dell’emergenza Covid-19).
Durante la conferenza stampa il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha sottolineato la preoccupazione “per i livelli allarmanti di diffusione e gravità” ma anche per l’ “inazione” degli stati.
Impressione confermata anche da Walter Ricciardi alla trasmissione televisiva Agorà, durante cui ha dichiarato che l’Oms ha contatti continui con i ministri della salute di tutte le nazioni e che la sensazione è quella che la consapevolezza ci sia, ma c’è difficoltà a far accettare la necessità di provvedimenti rigidi ai colleghi responsabili di altri dicasteri.

Francia

Così sembra essere per la Francia, che ufficialmente si trova al livello di allerta 2 (su 3) e dove i casi nel giro di qualche giorno si sono moltiplicati fino a raggiungere quota 2.281, con 48 vittime e un centinaio di pazienti in rianimazione. Numeri che sembrano non bastare a Macron e al suo governo. Il presidente francese è stato ripreso mentre girava per ospedali per assicurarsi che i piani di emergenza fossero pronti a partire e dovrebbe parlare alla nazione nelle prossime ore, ma sembra abbia escluso per ora provvedimenti drastici simili a quelli italiani. Locali e negozi sono aperti senza restrizioni, e anche le manifestazioni sotto le mille persone sono consentite (solo qualche giorno fa c’erano circa 3.500 persone a Landerneau convinte di puffare il virus).

Germania

La Germania sa di essere all’inizio dell’epidemia, a livello dell’Italia a fine febbraio. La cancelliera Angela Merkel ha ammesso poche ore fa che probabilmente il 60-70% dei cittadini sarà contagiato dal coronavirus, aggiungendo che verranno prese misure adeguate con l’evolversi della situazione, che ha definito imprevedibile. Eppure l’Italia è proprio sotto il naso. Più preciso il ministro della salute tedesco Jens Spahn che ha dichiarato in un’intervista radiofonica a Deutschlandfunk che l’obiettivo della Germania oggi è rallentare la diffusione del virus per ridurre al minimo il picco epidemico e quindi il carico sul sistema sanitario nazionale, che seppure sia uno degli migliori in Europa, con il maggior numero di posti in terapia intensiva, potrebbe essere presto travolto. Per questo – ha detto – grandi eventi come le partite di calcio devono essere annullati. Sorprendentemente però – riporta l’agenzia Reuters – per ora non è stata annullata la partita tra Union Berlin e Bayern Monaco che si dovrebbe tenere sabato a Berlino.

La Germania, comunque, non chiuderà i confini, come invece hanno già fatto Austria e Slovenia che stanno limitando l’ingresso delle persone provenienti dall’Italia, mentre le merci circolano liberamente.

Spagna

Anche la Spagna sembra essersi svegliata improvvisamente nel mondo reale. Le ultime dichiarazioni del ministro della salute Salvador Illa parlano di 2.236 casi di contagio (decuplicati nel giro di una settimana), con 138 pazienti guariti e 54 decessi. Il Governo in queste ore ha cambiato rotta, vietando per esempio le riunioni al chiuso di oltre le mille persone nelle regioni più colpite (Madrid, la regione della Rioja e due aree nei Paesi Baschi settentrionali). Le scuole sono chiuse, le partite di calcio della Liga si giocheranno a porte chiuse per almeno due settimane. Il telelavoro è raccomandato e persino la camera bassa del Parlamento resterà chiusa per una settimana dopo che l’esponente dell’estrema destra Javier Ortega Smith è risultato positivo al tampone per il coronavirus. “Stiamo lavorando per evitare lo scenario italiano”, ha detto il ministro della in una conferenza stampa. “Con queste misure crediamo di poterlo evitare. E se dovremo prendere misure aggiuntive, le prenderemo”. Contestualmente il primo ministro Pedro Sanchez ha dichiarato che il governo garantirà medicinali e linee di credito alle piccole e medie imprese colpite dall’esplosione dell’epidemia.

The post Il nuovo coronavirus è pandemia. E il resto dell’Europa sta facendo ben poco appeared first on Wired.



Leggi l’articolo su wired.it