Sappiamo ormai che il nuovo coronavirus non colpisce solo i polmoni, ma anche altri organi e tessuti del corpo, come cuore, fegato e occhi. E che gli uomini, rispetto al sesso femminile, sono più vulnerabili. Una possibile spiegazione per questa differenza di genere, come vi avevamo raccontato solo alcuni giorni fa, è stata proposta da un recente studio, secondo cui i testicoli rappresentano una sorta di nascondiglio per il nuovo coronavirus. E ora, a dare conferma a questa ipotesi è un piccolo studio cinese, appena pubblicato su Jama, dove i ricercatori dell’ospedale di Shangqiu hanno dimostrato come il nuovo coronavirus possa persistere nello sperma di alcuni pazienti affetti dalla Covid-19. Precisiamo, tuttavia, che ciò non significa che il virus possa essere contagioso e trasmesso per via sessuale.

Nello studio, i medici cinesi hanno monitorato tra gennaio e febbraio scorsi 38 uomini ricoverati nell’ospedale per la Covid-19. Dalle analisi, raccontano i ricercatori, 6 di questi pazienti hanno mostrato tracce del virus nello sperma: quattro di loro erano ancora nella fase acuta della malattia, mentre i restanti due erano già in via di guarigione. “Abbiamo scoperto che il coronavirus può essere presente nello sperma dei pazienti con Covid-19 e che può essere rilevato anche nello sperma dei pazienti in fase di recupero”, spiega l’autore della ricerca Diangeng Li. “Anche se il virus non è in grado di replicarsi nel sistema riproduttivo maschile, può persistere, probabilmente a causa dell’immunità dei testicoli”.

Vale a dire, aggiungono i ricercatori, che il sistema immunitario non può raggiungere completamente i testicoli per attaccare gli invasori esterni, come appunto i virus. Risultati quindi, che confermano quanto ipotizzato nel recente studio svolto dai ricercatori del Montefiore Health System e dall’Albert Einstein College of Medicine, in collaborazione con l’ospedale Kasturba di Mumbai (India), secondo cui i testicoli possono rappresentare una sorta di nascondiglio per il nuovo coronavirus, dove resterebbe più protetto dall’attacco del sistema immunitario. “I testicoli possono dare al virus un ulteriore punto di accesso”, hanno spiegato gli autori. “E poiché sono separati da una sorta di barriera dal sistema immunitario, possono rappresentare uno degli ultimi nascondigli del virus”.

Va precisato, tuttavia, che il nuovo studio presenta delle limitazioni. Per prima cosa il campione di pazienti è molto ristretto, poi non è stato svolto un follow-up a lungo termine, e di conseguenza non sappiamo ancora per quanto tempo il coronavirus possa persistere nello sperma e se i pazienti possano trasmetterlo durante un rapporto sessuale. Ricordiamo, comunque, che la principale modalità di trasmissione del nuovo coronavirus sono le ormai famose goccioline di saliva e che trovare tracce nel sangue, nelle feci nelle lacrime e nello sperma dei pazienti affetti dalla Covid-19 non vuol dire per forza che il virus possa essere contagioso. Saranno necessarie, perciò, ulteriori ricerche per poter riuscire a dare una risposta definitiva. L’American Society for Reproductive Medicine, tuttavia, ha riferito che il nuovo studio non dovrebbe essere motivo di allarme. Ma per sicurezza, “potrebbe essere più prudente evitare i rapporti sessuali fino a quando non sono trascorsi i 14 giorni senza sintomi”, ha concluso Peter Schlegel, past president dell’organizzazione.

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