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La neo Nobel grazie a Crispr Jennifer Doudna, che insieme a Emmanuelle Charpentier ha appena vinto il premio per la chimica 2020 proprio per lo sviluppo del metodo di editing del dna, mette lo zampino anche nella diagnostica per il coronavirus. Il suo team ha sviluppato un nuovo test rapido che avvalendosi di Crispr riesce a individuare nei campioni biologici il materiale genetico di Sars-Cov-2 in pochi minuti, senza bisogno di tanti reagenti e di macchinari complicati. E fornisce anche un’indicazione della carica virale.

Crispr contro coronavirus

I test per rilevare il coronavirus basati sulla metodologia di Crispr-Cas non sono una novità in questa pandemia. In sostanza funzionano così: si crea un rna guida complementare a una sequenza specifica del genoma virale; quando l’rna guida si appaia con l’rna del virus attiva la proteina Cas che taglia tutte quelle sequenze innescando una particolare molecola che, colpita da un impulso laser, emette un segnale fluorescente.

Non male, ma per essere sicuri di trovare il genoma del virus finora si era costretti ad amplificarlo – un’operazione che non abbassa di molto i tempi rispetto al classico test con tampone e non risolve nemmeno il problema legato alla disponibilità di reagenti.

Il nuovo test rapido

Questo nuovo test, invece, ha dalla sua il fatto di utilizzare più rna guida per aumentare la sensibilità. In pratica, spiegano i ricercatori nel preprint disponibile su medRxiv, non c’è bisogno di amplificare il materiale genetico del virus perché facendo lavorare in tandem più rna guida si è in grado di individuare il virus anche a basse concentrazioni. Se un rna guida funziona con 100mila particelle virale per microlitro di soluzione, due rna guida identificano un campione positivo con 100 particelle virali per microlitro.

Come riferisce a Science Magazine Melanie Ott, coordinatrice dello studio insieme a Doudna, non si arriva alla sensibilità del test molecolare convenzionale (che individua anche 1 particella virale per microlitro), ma il risultato si ha in soli 5 minuti.

Il nuovo test avrebbe anche un altro vantaggio: non amplificando, la quantità del materiale genetico del virus nel campione non viene alterata, dando la possibilità di stimare la quantità di virus presente. I ricercatori, infatti, sostengono che l’intensità del segnale fluorescente sia proporzionale alla carica virale quando un campione è positivo.

Il test rapido con Crispr non ha ancora passato il vaglio della comunità scientifica, ma, se si confermerà valido, potrebbe arrivare molto velocemente alla commercializzazione.

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