Polpastrelli elettronici e pelle artificiale sono ormai al cuore della ricerca di molti gruppi di scienziati in tutto il mondo. Il sogno comune, in un tripudio di nuovi materiali e intelligenza artificiale, èreplicare nel modo più fedele possibile il senso del tatto. Ma è la prima volta che un robot dalle sembianze umane riceve in dotazione un involucro sensibile da cima a fondo. Succede all’università tecnica di Monaco, dove un team di ingegneri ha ricoperto per intero un umanoide con una pelle elettronica sensibile in ogni punto del corpo: di fatto un reticolo di celle dotate di percezione di calore, contatto e movimento.

Perché rendere capaci i robot di sentire? È presto detto: perché siano più consapevoli dell’ambiente che li circonda, più precisi e, di conseguenza, più sicuri e affidabili. Nel video che vi riportiamo, diffuso dai ricercatori al vertice del progetto, si vede da vicino il prototipo mentre muove i primi passi nella sua nuova dimensione. Strette di mano e abbracci compresi.

(Credit video: Technical University of Munich/Credit immagine: Astrid Eckert)

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