(foto: Diana Polekhina on Unsplash)

A ritmi e con strategie diversi da paese a paese, ma anche da regione a regione, si vaccina ormai da mesi. E i risultati cominciano a vedersi. Ma si guarda anche a distanza, a quello che potrebbe succedere nei mesi a venire se non negli anni a venire, pur con tutto il comprensibile bagaglio di incertezze. Quanto dura l’immunità dal virus? Quanto quella dal vaccino? L’emergere di nuove varianti può comprometterne l’efficacia? Che ci aspetta dopo l’estate, dopo queste prime ondate di vaccinazioni? È con queste questioni aperte sul tavolo che il Regno Unito ha appena annunciato l’avvio di una sperimentazione clinica per valutare sicurezza ed efficacia di una terza dose di vaccino anti-Covid. Una possibilità di cui, per quanto detto, si continua a discutere in realtà già da tempo, anche dalle nostre parti.

La sperimentazione lanciata in Uk si chiama Cov-Boost, coinvolgerà poco meno di 3mila partecipanti, e confronterà l’efficacia di sette diversi vaccini anti-Covid come booster (terza dose) rispetto ai controlli (per cui verrà usato un vaccino anti-meningococco). Lo scopo – si legge sulla pagina dedicata allo studio, guidato dal University Hospital Southampton Nhs Foundation Trust – è di capire quale vaccino (o vaccini) sia più utile nel potenziare la risposta immunitaria in chi ha già ricevuto due dosi (a oggi considerate un ciclo completo per il prodotto di AstraZeneca e quello di Pfizer-BioNTech e Moderna, a differenza, ma solo per ora, di quello di Johnson & Johnson).

I vaccini che verranno utilizzati come terza dose – dopo cicli competi di AstraZeneca o Pfizer-BionNTech – sono sette, alcuni approvati, alcuni in fase di valutazione o studio ancora. Oltre a questi due verranno utilizzati come booster i prodotti di Moderna, Janssen (Johnson & Johnson), Novavax, Valneva, Curevac, questi ultimi utilizzati anche in dose dimezzata (nell’ottica di poter utilizzare così più dosi totali o ridurre gli effetti collaterali). Lo studio riguarderà over 30 completamente vaccinati entro gennaio 2021 e durerà un anno (dalla prima dose), durante il quale gli esperti esamineranno campioni di sangue per testare la risposta immunitaria dei partecipanti, ai quali è chiesto di completare un diario di tutti i possibili sintomi associati alla vaccinazione nel primo mese a seguire.

Mentre il Regno Unito lancia la sua sperimentazione, nei giorni scorsi dall’azienda Moderna erano già arrivati i primi risultati sull’efficacia di una possibile terza dose contro alcune varianti del coronavirus. Un’opzione quella della terza dose su cui sono al lavoro anche Pfizer-BioNTech.

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