Immaginate i robot e l’umanità come due rette non più parallele ma destinate a incontrarsi e intrecciare legami a vari livelli, grazie soprattutto allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Non si sa quando ma in un futuro non troppo lontano accadrà, come si può intuire dalla comparsa del robot in grado di sentire il dolore. Si tratta di Affetto, una macchina con il volto da bambino realizzata da un team di ricercatori dell’Università di Osaka nel 2018, ora capace di reagire a una carica elettrica che gli viene applicata con una espressione di fastidio.

Per quanto agli inizi l’obiettivo degli scienziati giapponesi – che definiscono l’invenzione un “sistema nervoso doloroso” – è consentire ai robot di sviluppare empatia verso la sofferenza umana, in modo da rivelarsi utili per l’assistenza agli anziani, specie se malati e soli, fornendo loro un supporto psicologico e fisico.

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