Una donna si sottopone alla procedura di riconoscimento facciale all’aeroporto di Miami (foto: Joe Raedle/Getty Images)

Diverse compagnie aeree hanno iniziato a effettuare procedure d’imbarco dei passeggeri utilizzando programmi di analisi biometriche che ne analizzano il volto prima di farli accedere ai voli internazionali. Non essendoci però ancora alcun regolamento condiviso sull’uso del riconoscimento facciale, tali tecnologie corrono il rischio di prestare il fianco ad abusi che mettono a rischio la privacy dei passeggeri.

In questo contesto è nato il sito internet Airline Privacy, che informa i passeggeri dei rischi che incorrono sottoponendosi a un check-in con riconoscimento facciale.

Airline Privacy segnala quali sono le compagnie operanti negli Stati Uniti che utilizzano questa tecnologia, invitando gli utenti a twittare le richieste di sospensione del servizio.

Contemporaneamente, il sito indica quali sono le compagnie che, invece, non adoperano la scansione facciale per consentire l’imbarco dei passeggeri, invitando a sostenerle prenotando con loro, in una sorta di invito al consumo critico (o di invito al boicottaggio incrociato, se preferite).

Le tecnologie che scansionano i volti per il riconoscimento facciale sono oramai onnipresenti nella vita di tutti i giorni, dalle funzioni di sblocco degli smartphone tramite riconoscimento facciale ai più banali filtri di Snapchat, Instagram e Facebook, che sfruttano la tecnologia per interagire con il volto dell’utente. Per molti, tuttavia, il proliferare di questi strumenti non è necessariamente positivo: in alcuni casi sembrerebbe invece più simile a una sorta di Minority Report, dove addirittura gli annunci pubblicitari della metropolitana erano personalizzati in base alla scansione facciale.

La presenza del riconoscimento facciale negli aeroporti rischia quindi di rendere gli utenti più esposti, invece di aumentarne la sicurezza come vorrebbero le compagnie aeree.

Il sito che segnala quali compagnie aeree usano il riconoscimento facciale
Simulazione del tempo impiegato per eseguire una scansione facciale (fonte: airlineprivacy.com)

Come funziona uno scan facciale in aeroporto

Ci vogliono solo 6 secondi per scannerizzare il volto di un utente prima di farlo salire su un aereo: i dati biometrici ottenuti con la scansione del volto verranno conservati dal dipartimento Usa di Sicurezza nazionale per un minimo di 12 ore – nel caso il passeggero sia statunitense – o a tempo indeterminato, se invece l’utente non sia cittadino americano.

Sebbene questa scelta voglia prevenire attacchi terroristici e generiche minacce alla sicurezza, la conservazione dei dati mette in serio pericolo la privacy degli utenti: nessuna compagnia aerea, tra quelle che adoperano tale tecnologia, sa se i dati biometrici dei clianti siano totalmente immuni da attacchi hacker, né tantomeno è del tutto chiaro se questi dati vengano condivisi o venduti ad altre compagnie di volo o agenzie governative nordamericane, che potrebbero utilizzarli a fini di spionaggio.

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