I soft robot (o robot morbidi) ispirati al mondo naturale hanno un grosso potenziale per quanto riguarda il movimento nello spazio, la presa e la manipolazione di oggetti, ma il limite (finora) è che difficilmente possono essere prodotti su larga scala. Al momento, infatti, le tecniche per lo sviluppo di questi oggetti sono manuali e di conseguenza dispendiose in tempo e risorse.

Combinando diversi approcci in un flusso di lavoro integrato, un team di ricercatori della Singapore University of Technology and Design (Sutd) ha messo a punto un nuovo processo automatizzato per la progettazione e la fabbricazione di soft robot, e ha condiviso il metodo su Advanced Materials Technologies. Il primo prodotto con questo nuovo approccio, che sfrutta in contemporanea sia la stampa 3D che il controllo della topologia (cioè l’uso di modelli matematici per progettare strutture su misura), è la protagonista di questo video: un robot morbido ispirato ai batoidi, cioè pesci cartilaginei come (per esempio) le razze e le mante. Progettato per resistere alle condizioni difficili dell’ambiente marino, ha richiesto un lunghissimo studio per la realizzazione delle pinne, fondamentali però per ottimizzare il movimento.

(Credit video: Singapore University of Technology and Design)

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