Redatto da Oltre la Linea.

Le reazioni sono, tanto per cambiare, isteriche o nella migliore delle ipotesi ossessivo – compulsive. Il trionfo della Lega alle europee le ha scatenate tutte, ancora una volta, come era avvenuto già dai tempi di Bettino Craxi, passando per il malvagio Silvio Berlusconi e – per certi versi – perfino in un Matteo Renzi che tentava – alla sua maniera – di cambiare i canoni tipici della cultura di sinistra italiana dall’interno. La costante è una sola: in quasi 40 anni, la sinistra italiana continua a non imparare nulla dalle sconfitte.

Persiste la demonizzazione dell’avversario, l’incredulità rispetto al voto contrario alle proprie aspirazioni, quello che premia una Lega addirittura oggetto di  sottospecie di inchieste sondaggistiche che dovrebbero chiarire meglio quali pseudomalati mentali si sono permessi di votare Salvini, come quella di Repubblica:

Il trionfo della Lega e la “Sinistra” che non impara mai

O come quella di The Post Internazionale, che con originale senso analitico pensano bene di andare ad evidenziare la statistica ignoranza dell’elettore medio leghista:

Il trionfo della Lega e la “Sinistra” che non impara mai

O come gli oscuri presagi di Gad Lerner, che intravede nel “rivolgimento sociale” della vittoria leghista un ritorno al passato della “tutela nella trincea della nazionalità”. Un’operazione che “non finì bene”, cita il giornalista.

Il trionfo della Lega e la “Sinistra” che non impara mai

Come a dire, il popolo non è più con noi, tocca riconoscerlo, ma – ovviamente – sta sbagliando e si illude. Vabbé. Tornando al nostro giornale preferito, Repubblica appunto, la nuova direzione targata Carlo Verdelli non si risparmia di presentare stamattina una prima pagina ai limiti del comico:

Il trionfo della Lega e la “Sinistra” che non impara mai

Che poi si ricollega alla “trincea della nazionalità” alla quale si affiderebbe il “popolo illuso” di cui parla Gad Lerner. Tutto bene.

Come non ricordare, poi, le previsioni e le fissazioni contro il concetto di leadership, una specie di peste bubbonica per il medio elettore, giornalista e uomo di cultura di sinistra. Qualcuno, sulle pagine de Linkiesta, a gennaio prevedeva la fine del potentissimo Salvini così:

Il trionfo della Lega e la “Sinistra” che non impara mai

Peggio ancora ha fatto Fanpage, che a poche settimane dal voto ha addirittura profetizzato un popolo ormai “stanco di Salvini”

Il trionfo della Lega e la “Sinistra” che non impara mai

Attendiamo un altro futuro di critiche di sinistra sempre dello stesso tenore. Con fascismi, razzismi, ombre nere e 49 milioni onnipresenti. Contenuti, come al solito, zero.

In bocca al lupo.

(di Stelio Fergola)

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