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Alla fine, in extremis, dal Tribunale di Milano è uscito fuori qualcosa di simile a un accordo. C’è tempo fino al 7 febbraio per mettere a punto un nuovo piano industriale che rilanci l’ex Ilva di Taranto. Ci saranno licenziamenti? È possibile, anche se il governo dice di no. Quello che è sicuro, invece, è che nella nuova formula ci sarà bisogno di parecchi investimenti pubblici. Cosa che non era prevista nel primo contratto, quello firmato a settembre 2018, in cui ArcelorMittal, la multinazionale franco indiana, si impegnava a investire oltre quattro miliardi di euro nell’acciaieria più grande d’Europa. Per bonificarla, ammodernarla, rilanciarla, il tutto senza licenziare praticamente nessuno.
Che cosa è andato storto? In primo luogo, una congiuntura orribile per il mercato dell’acciaio; poi un calvario di intop…



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