Redatto da Oltre la Linea.

È partita ufficialmente la procedura di impeachment nei confronti del presidente USA Donald Trump. Ad annunciarlo è stata la speaker della Camera, Nancy Pelosi, che ha detto: «Annuncio che la Camera dei rappresentanti ha indetto un’inchiesta ufficiale sull’impeachment. Si tratta di una responsabilità di Trump, nessuno è da considerarsi superiore alla legge».

 

Impeachment: cos’è

Lo strumento è molto pesante. Si tratta infatti della messa in stato di accusa rivolta verso il presidente, il vicepresidente o i funzionari civili USA. A tipizzarlo è l’art. 2, sez. 4, della Costituzione degli Stati Uniti:

«The President, Vice President and all Civil Officers of the United States, shall be removed from Office on Impeachment for, and Conviction of, Treason, Bribery, or other high Crimes and Misdemeanors» [«Il Presidente, il Vice presidente e tutti i funzionari civili degli Stati Uniti potranno essere rimossi dai loro uffici su accusa e verdetto di colpevolezza di tradimento, corruzione o altri gravi crimini e misfatti»].

Le fattispecie sulle quali basare le accuse sono dunque di estrema gravità. Ciò implica una grandissima cautela nell’utilizzo di questo strumento. Prima di Trump infatti sono solo due i presidenti ad aver subito una procedura di impeachment: Clinton, nel 1998, e Johnson, nel lontano 1868. Entrambi furono assolti.

 

Impeachment: come funziona

La prima fase è simile a quella per l’emanazione di una legge ordinaria. Un qualunque deputato può proporne l’avvio e la Camera approvare a maggioranza semplice (50% +1).

La palla passa allora al Senato, dove ha luogo un vero e proprio processo. Sotto la guida del presidente della Corte Suprema, i manager (un gruppo di deputati) svolgono il ruolo dell’accusa. La difesa spetta invece agli avvocati del presidente. Possono inoltre, in questa fase, intervenire testimoni, proprio come in un normale processo.

Al termine di queste procedure si passa al voto del Senato. Per approvare la mozione e rimuovere dunque il presidente è necessaria una maggioranza dei 2/3 dell’aula. Ottenuta questa il vicepresidente prende il posto del presidente destituito che non potrà fare appello.

 

Impeachment: i precedenti

Come anticipato, i precedenti sono soltanto due: Johnson e Clinton. Richard Nixon infatti, soggetto del più famoso scandalo della storia politica USA, si dimise non affrontando dunque la procedura.

Ad ogni modo, in entrambi i casi in cui si è avviata la procedura, i presidenti sono stati assolti. La maggioranza di 2/3 al Senato rappresenta infatti uno scoglio quasi insormontabile. Raggiungere tali numeri infatti, vorrebbe dire, nel caso Trump, raggruppare non solo tutti i democratici ma anche buona parte dei repubblicani.

Compito che appare decisamente arduo.

Donald Trump potrebbe quindi dormire relativamente tranquillo e sfruttare anzi suo vantaggio una probabilissima assoluzione.

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(Simone De Rosa)

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