(foto: Alex Wong/Getty Images)

Con un poco di zucchero il vaccino non si corrompe più. Grazie a una soluzione zuccherina di pullulano e trealosio gli ingegneri chimici della McMaster University di Hamilton (Ontario, Canada) hanno creato dei vaccini che conservano la propria efficacia anche dopo mesi passati a 40°C. Una possibile soluzione a uno dei grandi problemi nella distribuzione dei vaccini, specialmente nei Paesi in via di sviluppo: le preziose fiale, infatti, devono in genere essere mantenute a 2-8°C all’interno di refrigeratori fino al loro utilizzo. E non sempre si riesce a mantenere questa catena del freddo, a spese (non solo economiche) della popolazione.

L’idea, spiegano i ricercatori, è arrivata inaspettata mentre uno degli autori della ricerca faceva la spesa, perché gli zuccheri vengono comunemente utilizzati per proteggere le molecole dalla disidratazione. Così il team canadese ci ha provato, e ha sostituito la soluzione salina in cui di solito i vaccini sono disciolti con una zuccherina, per poi asciugarli e valutare se anche dopo diverso tempo passato a temperature elevate (i 40°C del deserto, per esempio) i presidi sanitari mantenessero integrità e dunque efficacia. E così è stato.

Dallo studio, pubblicato di recente sulla rivista Scientific Reports, è emerso che la combinazione migliore era quella di pullulano e trealosio, scelti anche sulla base del fatto che sono zuccheri approvati sia dalla Health Canada sia dalla Fda statunitense. In particolare, in seguito della disidratazione, il pullulano formerebbe una barriera attorno alle molecole di vaccino proteggendole dall’ossidazione e ingabbiandole, così che non possano dispiegarsi e rompersi con il calore. Il trealosio, invece, impedirebbe l’eccessivo essiccamento delle molecole attive, pur consentendo la creazione di un film.

I primi film di vaccino realizzati con la nuova tecnica sono stati quello a dna contro l’Herpex simplex di tipo 2 (Hsv-2) e quello a rna contro l’influenza A. Entrambi hanno passato diverse settimane a 40°C dopodiché sono stati reidratati (disciolti in una soluzione salina) e analizzati per verificarne l’efficacia, che è stata testata sui topi. Le prove effettuate hanno confermato il mantenimento dell’efficacia dei due vaccini: “in vivo il vaccino Hsv-2 attenuato ha mantenuto la sua efficacia per almeno 2 mesi di conservazione a 40°C, mentre il vaccino influenzale inattivato ha conservato la sua immunogenicità per almeno 3 mesi di conservazione a 40°C”.

Occorreranno ulteriori test prima che il metodo possa essere applicato ai vaccini destinati all’essere umano, ma il team canadese sta già pensando di ampliare la ricerca per confermare la bontà del sistema anche per altri vaccini, per esempio quello contro il morbillo.

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