(foto: Getty Images)

Su suolo italiano, al 18 marzo scorso, la cosiddetta variante inglese del virus Sars-Cov-2 arrivata a un 86,7% di prevalenza, con picchi in alcune regioni del 100%. La variante brasiliana, invece, arrivava a un 4%. Sono i risultati della nuova indagine rapida realizzata da Istituto superiore di sanità, ministero della Salute e Fondazione Bruno Kessler.

Nella precedente survey rapida la prevalenza della variante inglese era del 37% e ha quindi visto un aumento consistente su tutto il territorio. La variante brasiliana ha invece mantenuto una prevalenza intorno al 4%, ma nell’indagine precedente era stata segnalata in Umbria, Toscana e Lazio, mentre ora è presente anche in Emilia-Romagna, è in diminuzione in Umbria e in aumento, invece, nel Lazio.

Il campione richiesto è stato scelto dalle regioni e dalle province autonome in maniera casuale fra i campioni positivi, garantendo una certa rappresentatività geografica e se possibile per fasce di età diverse. In totale, hanno partecipato all’indagine 126 laboratori su tutte le 21 regioni e province autonome. Tra i limiti dello studio, però, bisogna sottolineare che il metodo di campionamento potrebbe disomogeneo e non casuale in alcune aree. Inoltre, a causa della bassa numerosità della popolazione nel campione, in alcuni casi la presenza di varianti potrebbe non essere stata individuata.

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