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Un altro colpo andato a vuoto per il No-5G. Per il Tribunale dell’Aja il gruppo olandese Stop 5GNL dovrà pagare le spese legali dopo aver perso la causa contro lo stato per bloccare l’installazione delle antenne 5G nei Paesi Bassi. Le prove che dimostrerebbero i rischi per la salute umana sarebbero insufficienti e i limiti imposti per l’applicazione della nuova tecnologia sul territorio rimarrebbero al di sotto di quelli indicati dalle ultime linee guida dell’Icnirp, l’organizzazione scientifica non governativa (riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della sanità) che studia le radiazioni non ionizzanti e i loro effetti. La sentenza specifica che compito di uno stato “non è garantire che qualsiasi rischio sia prevenibile” ma “che i rischi e i benefici siano valutati in modo equilibrato”.

Su cosa si basa la sentenza dell’Aja

I giudici della corte distrettuale dell’Aja a cui il gruppo Stop 5GNL aveva fatto appello per bloccare l’installazione delle nuove antenne hanno rigettato la causa nei confronti dello stato olandese sulla base delle linee guida pubblicate a marzo dall’’International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection (Icnirp).

Il documento dell’organizzazione non governativa, ritenuta tra le più autorevoli per gli studi nel campo delle radiazioni non ionizzanti (da quelle solari alle microonde alle onde radio) affronta appunto la questione della protezione degli esseri umani dai campi elettromagnetici a radiofrequenza nell’intervallo tra 100kHz e 300GHz, ribadendo i limiti di applicazione delle tecnologie di comunicazione vecchie e nuove.

Dopo aver revisionato la letteratura scientifica disponibile in materia di sicurezza, gli esperti dell’Icnirp ribadiscono che non ci siano evidenze di rischi per la salute umana diversi da quelli già noti e scongiurati dai limiti attualmente in vigore, e in aggiunta prescrivono maggiore attenzione all’utilizzo di frequenze sopra i 6GHz (in Italia e in altri Paesi europei il 5G userà le bande a 700Mhz, a 3.700 MHz e a 26GHz) indicando i limiti massimi di esposizione di parti del corpo e del corpo intero.

Limiti che i Paesi Bassi rispettano, e che lo stato si impegna a monitorare nel tempo.

Cosa dice l’Oms

L’Organizzazione mondiale della sanità, che riconosce l’autorità dell’Icnirp in materia, ha creato una pagina dedicata al 5G, nella quale, oltre alle informazioni di base, ricorda come le alte frequenze del 5G non siano poi una novità ma siano già utilizzate da altre tecnologie già esistenti, tra cui, per esempio, i body scanner per la sicurezza negli aeroporti.

Effetti avversi per la salute umana non sono conosciuti né sono stati dimostrati, anche se gli studi specifici sulle frequenze del 5G sono pochi.

Il principale effetto delle radiofrequenze sul corpo umano è il riscaldamento dei tessuti, ricorda l’Oms, che però specifica che i livelli di esposizione alle attuali tecnologie provocano un aumento trascurabile della temperatura corporea e che rimanendo al di sotto dei limiti massimi di esposizione previsti dalle linee guida internazionali non sono previste conseguenze per la salute pubblica.

L’Oms, comunque, sta conducendo una valutazione del rischio per la salute alle radiofrequenze, comprese quelle del 5G, la cui pubblicazione è prevista per il 2022.

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