Redatto da Oltre la Linea.

La giurisprudenza internazionale, così come quella italiana, hanno fatto delle scelte negli ultimi hanni che ne hanno tracciato una linea ideologica ben precisa. Oggi quella linea ha subito una battuta d’arresto, forse storica. La Corte di Strasburgo ha infatti respinto il ricorso della Sea Watch 3 per l’attracco in Italia della nave con a bordo 43 clandestini trasportati dall’equipaggio della ONG. Una cocente sconfitta per un mondo di sedicente soldarietà, smentito da uno dei (rigorosamente loro!) oracoli, la Corte europea dei diritti dell’uomo.

Dall’altro verso una vittoria completamente inattesa, storica per Matteo Salvini e – lo si può dire – per l’Italia intera. Non che la decisione della Corte abbia una rilevanza sul giudizio di valore di quanto osservato nelle ultime due settimane, non c’è da fidarsi di istituzioni che hanno dimostrato di avere una posizione ideologica assolutamente indifendibile sui temi dei confini e delle migrazioni di massa, ma in ogni caso si può accogliere l’inversione di tendenza con favore e sostegno.

In ogni caso, la Corte di Strasburgo ha intimato l’Italia a dare tutta l’assistenza all’equipaggio e ai passeggeri ha dichiarato di contare “sulle autorità italiane affinché continuino a fornire l’assistenza necessaria alle persone a bordo di Sea Watch 3, che sono vulnerabili a causa della loro età o delle loro condizioni di salute”

Niente che il governo sia interessato a non garantire, niente che nessuno di noi mai metterebbe in discussione.

Noi vogliamo solo la fine dell’immigrazione di massa, immediata e irreversibile. Vogliamo la fine di tutti coloro che l’hanno fomentata, incentivata ed espansa, dai trafficanti ufficiali a quelli – forse molto più pericolosi – subdoli.

Vogliamo diminure le disuguaglianze, per quanto possibile e consapevoli di non vivere nel paradiso terrestre, ma comunque di poter fare di più per eliminare una volta e per sempre anzitutto le ragioni degli spostamenti di masse inermi e inconsapevoli di navigare verso la morte e, nella migliore delle ipotesi, verso il nulla.

Le ONG piangano, sappiamo che la guerra non è finita, ma stavolta la battaglia l’hanno persa di brutto. Adieu. Anzi, vaarwel!

(di Stelio Fergola)

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