La Iota Foundation ha recentemente presentato un paper scientifico con un nuovo algoritmo che mira a migliorare la capacità della rete nel combattere la congestione e gli attacchi spam.

L’algoritmo prende spunti sia dal Proof of work di Bitcoin sia dal Proof of stake di Ethereum.

I cambiamenti apportati

Il paper scientifico denominato “Achieving Fairness in the Tangle through an Adaptive Rate Control Algorithm” vede come co-autore il dott. Luigi Vigneri, senior research scientist presso la Iota Foundation e membro del team di Coordicide.

Il paper presenta tre principali cambiamenti nella rete:

  1. Ogni transazione richiede che un dispositivo effettui una prova di lavoro.
  2. La difficoltà aumenta con il numero di transazioni inviate in un determinato periodo di tempo.
  3. I sender possono detenere una certa quantità di IOTA come garanzia per ridurre la difficoltà generale nel Proof of work.

La ricerca è stata presentata alla conferenza internazionale IEEE su blockchain e criptovalute.

Riunire il meglio delle tecnologie presenti

Una delle principali sfide per IOTA è la creazione di un sistema adatto a milioni di dispositivi IoT piccoli e con risorse limitate.

Per fare ciò ha pensato di riunire le tecnologie che riteneva migliori, prendendo spunto da altre criptovalute.

Il meccanismo di Proof of Work risulta perfetto per garantire la sicurezza e decentralizzazione ma con l’aumento di ASIC e mining farm si rischia una forte centralizzazione del sistema.

Il meccanismo Proof of Stake risulta molto più efficace da un punto di vista energetico ma fa si che chi detiene più denaro possieda anche più potere e favorisce in modo netto soprattutto gli early adopter.

I block producer in EOS e i masternode in DASH richiedono centinaia di migliaia di dollari di criptovaluta per diventare validatori.

In modo simile, Ripple per creare nuovi account richiede un minimo di 20 XRP per prevenire possibili attacchi di spam.

I vantaggi dell’algoritmo proposto da IOTA

L’algoritmo presenta due importanti vantaggi. Garantisce che se qualcuno avesse una quantità spropositata di potenza di calcolo, non potrebbe sopraffare la rete a causa delle limitazioni imposte sulla detenzione di stake.

Spinge inoltre gli utenti a creare un’unica identità, con una grande quantità stake a garanzia, piuttosto che più identità con minore stake, riducendo così il rischio di attacchi spam.

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