Dopo quasi due settimane di deliberazione, l’Iran ha finalmente deciso che vuole mantenere  il crypto mining come industria ufficiale del Paese. Il 22 luglio, la Camera di Commercio, Miniere e Agricoltura iraniana ha deciso che le operazioni di crypto mining diffuse nella regione non vanno frenate, ma piuttosto regolate in modo tale da apportare benefici sia alla popolazione locale che all’economia.

Non è ancora del tutto ufficiale

Nonostante l’annuncio della Camera di Commercio, la decisione non è ancora definitiva. Secondo il governatore della Banca Centrale dell’Iran, Abdolnaser Hemmati, questa decisione deve essere presentata in una riunione di governo e ribadita dalla commissione economica del Paese.

Tuttavia, è abbastanza improbabile che la decisione venga nuovamente riesaminata. È molto più probabile che le autorità discutano il prezzo che sono disposte ad offrire sui pagamenti dell’elettricità per i minatori crypto.

Perché questo improvviso ripensamento?

L’Iran è noto per il fatto di non aver avuto un miglior rapporto con le valute digitali in passato ma ora sono iniziate le operazioni sulle criptovalute garantite dall’oro e la legalizzazione delle operazioni di mining.

Molti dicono che il progetto crypto è stata l’unica cosa che li ha spinti a modificare le leggi, in quanto sarebbe abbastanza ipocrita vietarle alla popolazione mentre il governo stesso si occupava dell’industria.

Il Medio Oriente sta iniziando ad apprezzare le crypto

Il secondo motivo è la popolarità delle criptovalute nel Medio Oriente. Paesi come l’Arabia Saudita, il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti stanno iniziando a lavorare sull’adozione crypto attraverso migliori sistemi ATM Bitcoin e così via. Nonostante i Paesi abbiano una seria avversione politica gli uni verso gli altri è ovvio che la politica va  oltre la volontà dei cittadini di fare trading e realizzare dei profitti.

È chiaro che l’Iran vuole in qualche modo monetizzare il crescente numero di scambi di bitcoin nella regione e potrebbe prendere in considerazione la possibilità di legalizzare il crypto trading, ma nulla è certo. Il motivo per cui stanno iniziando a riconsiderare le loro leggi è molto semplice.

Se si controlla l’elenco completo dei migliori exchange bitcoin diventa immediatamente evidente che la maggior parte delle aziende sono aperte ad accettare trader da qualsiasi giurisdizione, senza richiedere licenze.

Per la popolazione iraniana la mancanza di licenza è un rischio accettabile fintanto che può partecipare in forma anonima all’industria crypto. La legalizzazione del crypto trading consentirebbe al governo iraniano di limitare in qualche modo il flusso di capitali in uscita dal paese sotto forma di criptovalute e di conservarlo al fine di combattere i sempre più pressanti problemi di inflazione dovuti alle sanzioni statunitensi.

Sanzioni degli Stati Uniti

Le sanzioni degli Stati Uniti non sembrano essere troppo pesanti per l’economia iraniana, ma il Paese sta rapidamente esaurendo i partner commerciali e le fonti di IDE (Investimenti Diretti Esteri).

Perderà anche la sua posizione di unico collegamento via terra tra la Cina continentale e il mondo occidentale, dato che il nuovo accordo sulla Via della Seta sta iniziando a prendere forma.

Nel complesso, l’Iran sta iniziando a perdere molte più fonti di entrate di quanto ne stia guadagnando attraverso l’opposizione alla politica estera degli Stati Uniti. La legalizzazione delle operazioni di mining e la possibilità di consentire il crypto trading sarebbe uno dei modi per diversificare in qualche modo l’economia anche del 2%.

L’Iran potrebbe diventare un crypto hub nel Medio Oriente?

Considerando il fatto che la Banca Centrale dell’Iran si è già impegnata nel progetto della criptovaluta garantita dall’oro, è chiaro che l’adozione crypto è destinata a crescere vertiginosamente nella regione. Tuttavia non è chiaro se l’Iran supererà o meno i tentativi degli Emirati Arabi Uniti di integrare la blockchain nella loro economia digitale.

Affinché l’Iran diventi un punto di riferimento ufficiale per le criptovalute deve assolutamente legalizzare di nuovo il trading di criptovalute e mantenere le sovvenzioni elettriche per i minatori, nonostante la pressione finanziaria sulla tesoreria nazionale.

L’Iran ha attualmente un prezzo di 0,01 dollari per chilowattora, uno dei più bassi del mondo. Con il progressivo aumento della difficoltà delle attività di mining e la diminuzione dei prezzi delle crypto, l’Iran avrà l’opportunità di ospitare la maggior parte delle operazioni di mining in futuro, qualora un nuovo inverno crypto dovesse colpire il mercato.

A questo punto, può essere un tentativo rischioso per mantenere in qualche modo l’economia a galla, ma nel quadro generale delle cose l’unica alternativa è quella di soddisfare le richieste degli Stati Uniti, cosa che tutti sanno che non accadrà.

 

The post Iran: la legislazione sul crypto mining ripristinerà il trading? appeared first on The Cryptonomist.



Leggi l’articolo su cryptominando.it