Redatto da Oltre la Linea.

L’amministrazione statunitense “sta valutando molto seriamente” la possibilità di “mettere fine alla cittadinanza come diritto di nascita”, ovvero al regime di ius soli attualmente presente nell’ordinamento statunitense: lo ha detto il presidente Donald Trump, parlando dalla Casa Bianca, secondo il quale l’America sarebbe “l’unico paese al mondo in cui una persona entra, fa figli e questi godono per 85 anni degli stessi benefici di un cittadino degli Stati Uniti. È una cosa ridicola e deve finire”.

Un’intenzione, quella di Trump, che aveva già reso manifesta nel novembre del 2018: «La cosiddetta Birthright Citizenship, che costa miliardi di dollari al nostro Paese ed è profondamente scorretta nei confronti dei nostri cittadini, sarà eliminata in un modo o nell’altro».

La legge attuale deriva da un’interpretazione del 14° emendamento della Costituzione americana, che recita: «Tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti e soggette alla loro giurisdizione sono cittadini degli Stati Uniti e dello Stato in cui risiedono». L’obiettivo di Trump è quello di revocare la cittadinanza automatica per i bambini nati in America da immigrati irregolari.

L’idea di Trump, tuttavia, non è di facile attuazione, perché implicherebbe una modifica della Costituzione, la quale a sua volta richiederebbe una maggioranza di due terzi di entrambe le camere del Congresso.

Oltre all’intenzione di abolire lo ius soli, il presidente vuole una nuova stretta sui migranti irregolari in base alla quale le famiglie con bambini che attraversano illegalmente il confine fra Stati Uniti e Messico potranno essere detenute senza limiti di tempo. “Entrare con la famiglia è un biglietto gratis per gli Stati Uniti. Un bambino è il biglietto, il passaporto”, ha sostenuto il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale illustrando la nuova proposta di Trump. L’idea dell’amministrazione è che una detenzione sine die possa servire come deterrente all’immigrazione clandestina.

(La redazione)

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