(foto: IIT)

Le esigenze delle imprese cambieranno nel prossimo futuro anche a causa degli eventi in corso, che hanno dimostrato l’importanza della resilienza del tessuto industriale ma anche dell’evoluzione dello stesso per fronteggiare gli choc. E la tecnologia avanzata è il viatico per costruire una più robusta tolleranza agli imprevisti. Anche ai fini di quest’obiettivo lavoreranno in sinergia gli attori del JOiiNT Lab, il laboratorio congiunto destinato a nascere grazie all’accordo, annunciato oggi, tra l’Istituto italiano di tecnologia (Iit) e il consorzio di ricerca meccatronica Intellimech.

Nel Lab matureranno le soluzioni tecnologiche da applicare in diversi settori del manifatturiero, in campi come controllo remoto, manipolazione, movimentazione, esoscheletri, sistemi di visione. Spazio anche allo sviluppo di metodi di smart working: come ha dimostrato la pandemia, controllare gli impianti industriali durante un’emergenza sarà asset sempre più cruciale, guardando anche più in generale alla tenuta del sistema economico.

La voce delle aziende non sarà un eco di fondo, ma parte integrante del discorso e del sostegno diretto al Lab (anche in chiave economica): nove player che aderiscono a Intellimech parteciperanno al progetto (Abb, Brembo, Cosberg, Elettocablaggi, Fassi, Giovenzana International, Sfd, Siad, Valtellina). Si parte a settembre, nel campus del polo tech bergamasco Kilometro Rosso in cui sarà allestita la sede operativa.

Nel lab lavoreranno ricercatori, ingegneri, specialisti e dottorandi per un totale di 25 unità. Saranno al lavoro sotto la supervisione di ricercatori Iit che operano nell’amito della robotica avanzata, perchè l’obiettivo è proprio trasferire alle realtà del Sistema Bergamo le applicazioni innovative che matureranno nel nuovo contesto. L’obiettivo dichiarato è quindi quello di velocizzare quei processi di innovazione destinati a far evolvere il sistema industriale, partendo dalle solide basi di ricerca e competenze dell’istituto genovese ma anche dall’apporto del mondo accademico locale (anche l’università di Bergamo è un attore dell’iniziativa) e in generale dalla sinergia tra gli attori. Come dichiarato da Antonio Bicchi, responsabile della Soft Robotics per la cooperazione e la riabilitazione umana presso l’istituto genovese, la presenza di importanti realtà industriali dell’hi tech “permetterà di portare ad una maturità ancora superiore le tecnologie sviluppate nei nostri laboratori, generando un forte impatto sul sistema produttivo con nuove opportunità di sviluppo, e concretizzando gli sforzi dei nostri team di ricerca internazionali”.

I vari attori del sistema territoriale, quindi anche quelli non direttamente chiamati in causa dall’iniziativa, dovrebbero capitalizzare la presenza sul territorio di un laboratorio che punta a formare figure professionali con know how molto ambiti e sempre rispendibili a a favore dell’industria locale e non. Buone notizie, in chiave hi-tech, per Bergamo e il suo sistema industriale, in una delle aree più colpite, non solo in Italia, dalla pandemia Covid-19. Competere nel prossimo futuro, anche all’estero, sarà ancora più complesso e alle imprese, anche quelle del manifatturiero, servirà ancora più spinta e la capacità di fare la differenza nelle produzioni anche grazie a un boost tecnologico pensato ad hoc.

 

 

 

The post Joiint Lab, più robotica e Ai nel futuro delle imprese del Sistema Bergamo appeared first on Wired.



Leggi l’articolo su wired.it