La Financial Conduct Authority (FCA) del Regno Unito di Gran Bretagna ha pubblicato la sua “Final Guidance” sul settore crypto. 

Lo ha annunciato oggi sul suo sito ufficiale, dove spiega che questa Final Guidance sugli asset crittografici è la risposta alla consultazione pubblicata all’inizio di quest’anno.

Questa nuova guida serve specificatamente per capire quali asset crittografici rientrano nella propria giurisdizione, essendo così soggetti ai regolamenti FCA. In questo modo le aziende potranno comprendere meglio se necessitano di autorizzazioni, o cosa debbano fare per assicurarsi di essere conformi alle leggi dello UK. 

Per ottenere ciò, la FCA ha anche inserito una distinzione tra varie tipologie di crypto all’interno del perimetro normativo, in modo da identificare quali norme debbano essere applicati ai singoli asset. 

Inoltre ammette l’assenza di alcune protezioni normative nel caso di acquisto di crypto non regolamentati, come ad esempio le criptovalute bitcoin, Ether e XRP, non essendo queste coperte dal sistema di indennizzo dei servizi finanziari, e non richiedendo i servizi di mediatori finanziari. 

A tal proposito, la FCA invita i consumatori ad essere cauti quando investono in tali crypto asset, in modo da assicurarsi di comprendere ed accettare “i rischi connessi con asset che non hanno valore intrinseco”.

Il Direttore esecutivo della Strategia e della Concorrenza della FCA, Christopher Woolard, ha dichiarato:

“Questo è un mercato piccolo, complesso e in evoluzione che copre una vasta gamma di attività. Questa guida aiuterà a chiarire quali asset crittografici rientrano nel nostro perimetro regolamentare”.  

Uno dei punti chiave che emerge da questa Final Guidance crypto è che FCA non regolerà i “token di scambio” come Bitcoin, o i loro exchange, in quanto non rientrano nel suo perimetro regolamentare.

Il capo della sezione Fintech del team dei servizi finanziari della società di consulenza contabile e commerciale BDO LLP, Matt Hopkins, ha commentato:

“È positivo vedere la FCA chiarire il suo approccio alla regolazione dei crypto asset, ma la velocità dei progressi rimane molto lenta. Esiste il rischio che la FCA finisca per essere troppo reattiva nella protezione degli investitori al dettaglio. È molto comprensibile che la FCA non voglia” legittimare “alcuni degli exchange di criptovalute regolandoli, il che rischia di dare false garanzie agli investitori al dettaglio sulla sicurezza dei prodotti. Esiste una linea abbastanza sottile per la FCA da percorrere nella protezione dei consumatori senza soffocare l’innovazione, ma la direzione è verso la regolamentazione. La FCA dovrebbe assicurarsi di essere in anticipo sui tempi, e non essere poi forzata a regolamentare gli exchange in seguito magari a qualche scandalo”.

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