Redatto da Oltre la Linea.

Perché dissidio. Perché Patriota. Il discorso ufficiale, imposto dopo la vittoria dell’Impero anglo-statunitense nel 1945, assume che gli unici patrioti possibili in Italia fossero i partigiani, che avevano dato il loro contributo nello scardinare il regime fascista e nel rendere l’Italia un paese libero e democratico. È un discorso falso. Gli unici veri elementi antipatriottici in Italia furono, per l’appunto, i partigiani, fedeli nominalmente al regime sovietico e, concretamente, ai finanziamenti anglo-statunitensi (spesso anche a quelli di origine mafiosa), dal momento che il colossale sforzo sostenuto dall’Unione Sovietica nello sconfiggere i nazisti in Patria non permetteva certo un sostegno economico ai partigiani.

I partigiani si formano come entità sottomessa all’Impero Atlantista e da essa dipendente sin dall’inizio. L’Unione Sovietica non c’entra nulla, come infatti l’atlantizzazione del comunismo italiano a partire dagli anni ’70 dimostrerà in maniera convincente. I partigiani commisero atti di inenarrabile crudeltà verso i propri avversari politici (spesso disarmati e spesso donne di minore età), per quanto si trattasse di loro connazionali. Tanto da suscitare il disgusto dei padroni atlantici. Lo zelo dello schiavo.

Una volta avvenuto il crollo del fascismo, i partigiani assunsero un ruolo primario nella svendita del Paese all’Impero Atlantista e nella creazione di una generazione criminale e parassitaria (i sessantottini) che ha determinato la liquidazione terminale del Paese, condannando le generazioni successive (cioè le nostre) a decenni, se non a secoli, di schiavitù finanziaria, sociale, civile e politica. I partigiani possono essere assimilati ai ratti mercenari che, nel nostro tempo, hanno devastato i paesi più avanzati di Africa e Medio Oriente (Siria e Libia) in favore degli interessi anglo-franco-israelo-statunitensi. E dipinti non a caso come “eroi” dalla stampa inglese, sia sufficiente rileggere i “Times” risalenti alla cosiddetta Primavera Araba. Non vediamo quindi perché si debba ritenere i partigiani una forza patriottica.

Perché allora “dissidio”? Si dovrebbe provare odio nei confronti di un evento (la vittoria dell’Unione Sovietica sulla Germania e i suoi alleati), che ha contribuito alla perdita della nostra sovranità? No. Per una serie di semplici ragioni.

Benito Mussolini non contemplava assolutamente la possibilità di un conflitto con l’Unione Sovietica, a cui aveva cercato di avvicinarsi per anni e che per certi aspettavi stimava. Il vero nemico di Mussolini erano le formazioni politiche parassitarie rispondenti al nome di Francia ed Inghilterra.

-L’alleanza con la Germania fu un atto politico non voluto (venne condizionato dall’embargo guidato dall’Inghilterra nel 1936), non gradito (Mussolini odiava Hitler, di cui temeva l’invasione della Pianura Padana ben prima dell’alleanza) e dalle conseguenze catastrofiche (Leggi Razziali, necessità di entrare nel 1941 nell’infausto ed indesiderato conflitto con l’URSS, che portò alla sciagura finale). L’inizio della II GM nel 1939 e l’attacco ai sovietici furono atti di estrema slealtà tedesca nei confronti dell’Italia, poiché non erano stati previsti negli accordi di corridoio, come gli specialisti della questione sanno perfettamente: la guerra avrebbe dovuto cominciare nel 1941-42 – se non addirittura più tardi – e non prevedeva l’attacco all’URSS.

-Il Reich, una struttura parassitaria e sfruttatrice, non si distingueva in nulla dalle «democrazie plutocratiche» di Francia e Gran Bretagna: ripetiamo che l’Italia fu costretta ad allearsi col Reich per motivi di sopravvivenza, non convenienza. Al momento attuale, la politica di conquista globale e sfruttamento indiscriminato delle risorse per l’arricchimento dei vari “cartelli” è passata all’Impero Atlantista. Non possiamo non vedere con soddisfazione che la Russia, erede del nemico mortale del Reich hitleriano, è ora l’unico fattore di opposizione in occidente all’Impero Atlantista, prossimo ad una rovina auto-implosiva in virtù della sua follia predatrice. La nostra unica speranza di patrioti è di evitare questa auto-implosione, che sta annientando anche il nostro Paese (in quanto colonia dell’Impero), e trovare una via di rinascita nazionale in una collaborazione reale con la Russia e il restante mondo multipolare.

Per questo motivo, non possiamo non celebrare il giorno della vittoria sovietica sul Reich nella speranza che tale celebrazione sia un preludio alla vittoria russa sull’Impero Atlantista, diretto erede di quest’ultimo e nostro maggiore oppressore. Buon 9 maggio.

(di Claudio Napoli)

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