(foto: Sergio Mendoza Hochmann/Getty Images)

Per mettersi in guardia da potenziali raggiri pseudoscientifici basterebbe una rapida occhiata su Wikipedia: la chinesiologia, ossia la scienza che studia il movimento razionale umano, non dovrebbe essere confusa con la chinesiologia applicata, che invece rientra nel calderone delle terapie alternative. Quest’ultima disciplina, infatti, si fonda su una fantomatica connessione tra l’esito di alcuni test muscolari ad hoc e lo stato di salute psico-fisico ed “emozionale-energetico” del paziente, con basi scientifiche tutt’altro che solide. Come se non bastasse, poi, da qualche tempo circolano volantini, video e altri materiali promozionali che fanno riferimento ai cosiddetti test chinesiologici quantistici, di fatto ben poco innovativi rispetto a quelli classici ma arricchiti dai paroloni presi in prestito dalla fisica quantistica.

Le grandi promesse della chinesiologia quantistica

Mettendo insieme i claim promozionali dei sedicenti esperti di questa disciplina, i benefici della chinesiologia quantistica sarebbero davvero notevoli, ammesso di capire in che modo si dovrebbero concretizzare. Dal “mettere ordine nel disordine interiore” (qualunque cosa ciò significhi) si arriva al “liberarsi di qualcosa che ci si porta dietro”, passando per il “capire la causa originaria del malessere” e il riuscire a “eliminare la connessione energetica con la causa originaria”.

Per chi volesse altri esempi, su siti e volantini si parla anche di “testare lo stato di salute organica”, di verificare “l’energia collegata ai punti dei chakra, di “rimedi vibrazionali e logosintesi” e di “individuare con facilità quali terapie di sostegno sono più idonee”. Il tutto con un unico obiettivo: “ricomporre le parti del sé individuale rimaste bloccate al livello emotivo ed energetico a causa di eventi traumatici non risolti”.

Il gergo della chinesiologia quantistica

Fin qui questa strana disciplina potrebbe apparire come una via intermedia tra una seduta dallo psicologo, un corso di programmazione neuro linguistica e un rituale magico-mistico. E dove sta allora la fisica quantistica? In pratica, tutto si riduce nell’inserire qua e là alcuni termini tecnici, senza però chiarire in che cosa si traducano durante la seduta e lasciando quindi spazio a una comunicazione che oscilla tra il metaforico, l’incomprensibile e l’assurdo.

Ad esempio, “partendo dalle leggi della fisica quantistica”, si parla degli esseri umani come “entità vibranti”, di “oscillazioni patologiche”, di “campi di disturbo dell’equilibrio globale”, del corpo umano come “terreno di risonanza per i segnali energetici ambientali”, di “terapie energetiche vibrazionali”, di “regressione spazio-temporale” e di “switch energetico” delle “polarità”, ossia di imprecisati interruttori quantistici da accendere e spegnere.

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(foto: Virtualphoto/Getty Images)

E poi… chiacchiere e gesti

Di fronte a queste altisonanti premesse, si potrebbe immaginare l’ambulatorio-laboratorio del chinesiologo quantistico come uno spazio attrezzato con attrezzature sofisticate e potentissime, costruite a partire da solide evidenze scientifiche rese pubbliche su riviste di prim’ordine, magari sottoposte a un serio sistema di peer review. Ecco, scordiamocelo. Come è possibile vedere in alcuni video facili da trovare online usando come chiavi di ricerca chinesiologo (o kinesiologo) e quantistico (o quantico), tutti i riferimenti alla meccanica quantistica restano a livello orale, cioè vengono ripetuti di continuo ma si limitano a essere chiacchiere.

E pure i millantati test quantistici di fatto sono delle elementari prove muscolari sulle dita della mano (il cosiddetto test dell’anello, in pratica un ‘ok’ con indice e pollice come nella foto in alto) o sull’inclinazione del corpo mentre si è in piedi, che al di là del loro indimostrato valore diagnostico non hanno certamente alcunché di quantistico o di catartico. Il passaggio delle mani del chinesiologo quantistico a sfiorare braccia e mani del paziente, poi, è certamente più vicino a un numero del Mago Forest che a un esperimento di fisica o a un test clinico.

In assenza di una qualsivoglia base scientifica diventa difficile, se non impossibile, discutere i singoli elementi della disciplina, che paiono perlopiù delle sparate casuali citate alla rinfusa. L’unica cosa da registrare è l’ennesimo tentativo di sfruttare la meccanica quantistica per giustificare pratiche senza fondamento, puntando sulla scarsa conoscenza a livello di grande pubblico su che cosa effettivamente sia questa branca della fisica e su quale sia lo stato della ricerca. Dalla libera reinterpretazione del principio d’indeterminazione di Heisenberg e del concetto di densità di probabilità, infine, viene detto che la chinesiologia quantistica è “una disciplina non oggettiva ma soggettiva”. Il che vuol dire sottrarsi fin da subito a qualsiasi tipologia di verifica sull’efficacia, nonché alle lamentele di pazienti che dovessero contestare che non è servito a nulla. I prezzi delle sedute, invece, nella maggior parte dei casi sono tutt’altro che quantistici e soggettivi.

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