Redatto da Oltre la Linea.

La gendarmeria francese continua a mandare indietro migranti al confine di Ventimiglia. Anche se rispetto a prima la situazione al confine tra Italia e Francia sembra essere nettamente migliorata, l’operato della polizia francese è sempre particolare quando si tratta di lasciar passare migranti che vogliono entrare in Francia. Anche se il flusso dei migranti sembra essere in calo rispetto agli ultimi anni e nonostante i controlli della gendarmeria d’oltralpe sembrano essere meno frequenti, sembra che gli agenti transalpino e quindi la Francia cercano di ingannare la polizia nostrana in servizio a Ventimiglia. Questo è quello che emerge da una confessione di un agente italiano impegnato al confine a sbrogliare la matassa immigrazione. Il poliziotto di frontiera che per evidenti motivi ha deciso di restare anonimo ha rivelato alcuni escamotage molto strani che utilizza la Francia e che sembrano fatti a posta per raggirare l’Italia.

«Se la cosa era invertita ci avrebbero arrestato»

 

La Francia dal 2015 ha ripristinato i controlli di frontiera sospendendo quanto previsto dagli accordi Europei del trattato di Schengen. Il problema è che la deroga alla sospensione del trattato sarebbe dovuta durare due anni, ma così non è stato fatto e la Francia opera ancora in modo alquanto particolare quando si tratta di accoglienza di migranti clandestini. Le due pratiche canoniche che si adottano al confine, cioè riammissione o respingimento quando viene scovato un clandestino che vuole entrare in Francia, quasi sempre finiscono con il respingimento ed il clandestino viene rispedito in territorio nostrano, cioè in Italia. Retour ligne automatique
La riammissione, dal punto di vista francese ha una trafila burocratica lunghissima mentre per il respingimento la pratica è «fast». Infatti alla frontiera la gendarmeria è solito chiedere le generalità e la provenienza al migrante. Una volta fatto ciò, la polizia francese compila un semplice foglio di rifiuto all’ingresso e rimandano il clandestino agli uffici italiani di frontiera che se ne fanno carico. Fin qui tutto normale, più o meno. Il problema è che spesso, come rivela il nostro poliziotto, il foglio di rifiuto all’ingresso in Francia viene compilato dagli stessi gendarmi che si inventano nomi, cognomi, date di nascita e provenienza del migrante senza alcun tipo di approfondimento. In pratica è più facile respingere che accogliere per la gendarmeria francese, soprattutto se si arriva ad inventarsi o addirittura falsificare documenti, questa l’accusa lanciata dal nostro poliziotto di frontiera.

Per esempio, quando negli uffici italiani arriva un migrante sotto i 18 anni, che naturalmente avrebbe diritto ad entrare in Francia, la gendarmeria lo rispedisce indietro con il documento in cui giustificano il respingimento con il fatto che il ragazzo avrebbe loro dichiarato di essere maggiorenne. A volte capita che i poliziotti italiani prendano le impronte digitali al migrante e con le impronte si può risalire all’età vera del migrante. Allora, inizia il rimpallo, con i poliziotti nostrani che lo riaccompagnano dai francesi che stavolta non hanno giustificazioni e lo accettano scusandosi con gli italiani adducendo a semplice distrazione. Furbate costanti da parte dei francesi che a volte rispediscono migranti che avrebbero dovuto accogliere nel gruppo di clandestini che hanno respinto regolarmente. In pratica cercano sempre di rispedire in italia quanti più stranieri possibili, magari dichiarando di averli trovati sul treno Ventimiglia-Mentone mentre erano stati recuperati a Marsiglia. In questo caso basta che la gendarmeria dia un biglietto ferroviario al migrante e la polizia italiana ha le mani legate dovendo accettare il migrante anche se lo stesso dichiara di essere stato recuperato dai francesi ben dentro il loro confine.

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