Redatto da Oltre la Linea.

Combatterono per Napoleone, facendo del suo destino il loro proprio; erano la legione italiana del re francese: la Guardia Reale Italiana.

Fra le fila della Grande Armée di Napoleone Bonaparte imperatore dei Francesi combatterono le più diverse nazionalità. Così tante che, al pari delle SS del III Reich, possiamo sostenere che le armate del I Impero francese siano uno degli eserciti più multietnici della storia. Al fianco dei Francesi combatterono infatti Italiani, Polacchi, Belgi, Croati, Dalmati, Portoghesi, Spagnoli, Svizzeri, Tedeschi, Austriaci e tanti altri.

La Guardia Reale Italiana che combatté per Napoleone
Bandiera del Regno d’Italia fondato da Napoleone e di cui si proclamò re.

Dalla Legione Lombarda alla Guardia Reale

L’embrione della futura Guardia Reale italiana fu la Legione lombarda nata nella Repubblica Cisalpina. Migliaia di giovani entusiasti, carbonari e giacobini si schierarono con Napoleone nella sua prima discesa in Italia. Nel 1797 i soldati della Repubblica Cisalpina ammontavano a 7.000 fanti e 300 cavalieri. Sul finire dello stesso anno il numero era vertiginosamente salito a 15.000 unità.

I nazionalisti italiani sognavano infatti un’Italia unita, indipendente e sovrana. Napoleone era visto come l’unico capace di realizzare questo sogno. Tutti i suoi limiti vennero a galla dopo Campoformio, quando vendette la secolare Serenissima Repubblica di Venezia all’Austria. Nonostante questo infame tradimento, l’ardore degli Italiani non venne meno e, di anno in anno, le fila dell’esercito repubblicano.

La Guardia Reale Italiana che combatté per Napoleone

L’esercito Italiano al servizio di Napoleone divenne una forza autonoma, formata dai diversi reparti delle armate del tempo. Venne fondata una fanteria leggera, dei cacciatori a cavallo, l’artiglieria, gli zappatori, i granatieri, i carabinieri e anche gli ussari.

Le divise delle unità italiane avevano come colore principale il verde. Questo era stato scelto, a fianco del rosso e del bianco, come colore principale del tricolore dell’Italia intera e venne dunque abbinato insieme agli altri due.

Nel 1806 l’esercito italiano arrivò a raggiungere le 40.000 unità e sei anni dopo, nel 1812, addirittura 80.000.

La Guardia Reale in battaglia

Dopo la trasformazione della Repubblica Cisalpina in Regno d’Italia, l’esercito nazionale assunse il nome di Guardia Reale italiana. Alcuni di questi soldati combatterono nella famosissima battagli adi Austerlitz, capolavoro tattico-strategico del corso. I reparti della Guardia Reale combatterono così arditamente da meritarsi l’encomio diretto di Napoleone che li elogiò nel bollettino della vittoria.

Nella campagna di Russia la Guardia Reale venne integrata nel IV Corpo d’armata nella 14′ Divisione al comando di Teodoro Lechi. Decine di migliaia di nostri connazionali, così come nel 1941, sarebbero andati a combattere e morire nelle steppe russe. E nel XIX secolo così come nel XX si riempirono di gloria.

I soldati della Guardia Reale infatti lottarono risoluti e vittoriosi in ogni battaglia. Si distinsero soprattutto a Smolensk e Borodino ricevendo come premio l’onore di essere il primo reparto a sfilare per le strade di Mosca capitolata.

La Guardia Reale Italiana che combatté per Napoleone

La battaglia di Malojaroslawetz,  una cittadina russa teatro di un ferocissimo scontro all’ultimo sangue, vide protagonista ancora la Guardia Reale. In questo caso si dovette proprio ai soldati italiani la vittoria finale, e in loro onore lo scontro venne ricordato come “la battaglia degli italiani“. Alle vittorie seguì però una disfatta completa e la ritirata. Migliaia, decine di migliaia morirono in Russia, si parla di oltre 20.000 caduti italiani.

La Guardia Reale Italiana che combatté per Napoleone

Eppure, nonostante la debacle russa, il numero degli effettivi della Guardia Reale del 1812 aumentarono. Dagli 80.000 della Campagna di Russia passiamo ai 90.000 del 1813.

La Guardia Reale al fianco di Napoleone

I soldati italiani vennero schierati su ogni scenario bellico, dalla campagna di Russia, all’Italia fino al teatro spagnolo, dove morirono 21.000 nostri connazionali. La parabola del generale corso, come una titanica meteora, illuminò i cieli d’Europa per poi svanire in un istante. Così accadde anche alla Guardia Reale.

I soldati e i reparti che combatterono in mezza Europa, ricoprendosi d’onore e gloria, vennero sciolti il 30 maggio 1814. Era la fine dell’epopea napoleonica, e con essa la fine del Regno d’Italia e della Nuova Europa che, moschetto alla mano, i Francesi avevano ridisegnato a loro immagine e somiglianza. Da Valmy a Waterloo la marcia era stata lunga, ma ora era finita.

Gli ufficiali vennero reintegrati con gradi ed onoreficenze nell’esercito austriaco o nei vari eserciti regionali, mentre i fanti semplicemente sciolti. I libri di storia di tutto il mondo, purtroppo, sottovalutano il contributo che gli Italiani diedero alle campagne napoleoniche. Un contributo di sangue e sudore.

(di Fausto Andrea Marconi)

 

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