Redatto da Oltre la Linea.

Il ritorno in auge dei nazionalismi, il forte vento populista nella sua caratterizzazione di destra, ovvero sovranista e identitaria, ha spinto i partiti di sinistra italiani (dal Pd ai centri sociali passando per ciò che resta di Liberi e Uguali e tutte le altre vastissime sigle con un seguito da prefisso telefonico) a barricarsi sulle proprie posizioni.

La caratteristica tipica fin dall’alba del primo conflitto mondiale resta, però, l’anti-italianità, l’odio verso i propri connazionali. In questi cent’anni o poco più sono cambiati simboli e nomi dei partiti ma nulla nell’ideologia che accomuna il Partito Socialista dei primi anni del Novecento a Zingaretti, Boldrini e Sassoli. Se nel lungo dibattito prima della discesa in guerra nel 1915 la maggior parte dei socialisti italiani decise di restare saldamente ancorata alla tesi del neutralismo senza se e senza ma, nonostante la scelta opposta fosse già stata perpetrata dai compagni tedeschi e francesi, non mancano episodi simili molto più vicini cronologicamente ai nostri giorni.

Ultimo episodio che ha destato sconcerto nell’opinione pubblica risulta indubbiamente la nomina nell’entourage del presidente francese Emmanuel Macron di Sandro Gozi, renziano già sottosegretario alla presidenza del Consiglio italiano. Come un cittadino italiano possa svolgere lo stesso ruolo avuto nel suo Paese per uno stato estero resta un mistero ma denota anche problematiche di sicurezza nazionale.

D’altronde uomo forte del Pd nell’Europarlamento è il nuovo presidente David Sassoli, fra i dodici parlamentari del partito che votarono, nella scorsa legislatura, a favore dell’invasione dell’olio tunisino nell’Unione Europea contro gli interessi dei produttori nostrani. Scorrendo i principali avvenimenti storici del secolo passato è facile imbattersi in altre dimostrazioni dell’anti-italianità di chi oltre ad avversare la nazione si è dimostrato contrario anche al concetto di Patria.

Dal battaglione Garibaldi che partecipò alla battaglia di Guadalajara e all’intero conflitto civile spagnolo per una rivalsa, impossibile in Italia, contro i compatrioti in camicia nera che sostenevano militari e falangisti al ruolo svolto sui diversi fronti apertisi sul nostro territorio nazionale durante la seconda guerra mondiale dalle formazioni aderenti al CLN.

Troppo lungamente si è taciuto sul silenzio dei partigiani comunisti per quanto avvenuto sul fronte orientale con l’infoibamento di migliaia di nostri connazionali opera delle squadre partigiane slave di Tito. E proprio nel momento in cui si straparla di un eventuale finanziamento russo alla Lega di Salvini sarebbe il caso di ricordare quanto a lungo il Partito Comunista Italiano sotto la segreteria di Palmiro Togliatti fu nulla più che un enclave sovietica sul nostro suolo, finanziato in lungo e in largo e pronto a recepire ordini, direttive e programmi da Mosca come se si trattasse delle tavole della legge con cui Mosè scese dal monte Sinai.

Oggi l’Unione Sovietica è stata sostituita dall’Unione Europea e dalle sue imposizioni agli Stati nazionali, unico vero nemico della sinistra nostrana perché in assenza di un padrone non avrebbe alcun argomento da regalare all’opinione pubblica.

(di Luca Lezzi)

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