Si chiama Eventi e Covid-19 ed è uno strumento online che, basandosi sui dati reali del contagio, predice le probabilità che a un evento ci sia una persona positiva al virus Sars-Cov-2 in Italia. Frutto della collaborazione tra la Fondazione Isi di Torino, la Georgia Tech e la Northeastern University nell’ambito del progetto Covid-19 Event Risk Assessment Planning Tool, la piattaforma è semplice, intuitiva e accessibile a chiunque, pensata in particolare per far emergere consapevolezza in chi organizza e gestisce eventi collettivi. Perché, specie con l’attuale aumento dei contagi, al crescere del numero dei partecipanti il rischio che qualcuno sia positivo schizza in alto esponenzialmente.

Una mappa interattiva e dinamica

Appena si accede, si visualizza una mappa dell’Italia in cui ciascuna provincia è evidenziata da un colore (dal grigio al giallo) che rappresenta la probabilità che almeno un individuo positivo sia presente a un evento. I dati sono quelli reali della diffusione di Covid-19, forniti da ministero della Salute e Protezione Civile, e pertanto sono in continuo aggiornamento.

I fattori che incidono sul rischio sono tre, tutti modificabili dall’utente: il numero di partecipanti all’evento (da 10 a 20mila); la stima della prevalenza di casi nella specifica provincia (rilevati dal sistema di sorveglianza in un intervallo che va dai 7 ai 10 giorni precedenti); il fattore di sottostima delle infezioni che serve da fattore di correzione, che tiene conto del fatto che non tutti i casi di positività vengono rilevati (basti pensare che durante il picco della prima ondata di Covid-19 si stima che i casi reali fossero 6 volte di più di quelli diagnosticati).

Le dimensioni contano

Giocando un po’ con lo strumento balza immediatamente all’occhio che, ora come ora, il parametro cruciale è il numero di partecipanti a un evento.

Per esempio in provincia di Milano in un gruppo di 25 persone (una classe media, insomma) il rischio oggi è del 4,4%, ma basta un raduno con un centinaio di persone per far alzare il rischio che vi sia almeno una persona positiva al 17%. Una partita di calcio con mille persone nella stessa provincia? Le probabilità balzano all’84%.

Le percentuali variano un po’ da provincia a provincia (ci sono zone d’Italia dove la prevalenza oggi è ancora molto bassa), ma quando raggiungiamo le 5mila persone le differenze sono praticamente ininfluenti. Quasi ovunque nel nostro Paese si avrà la certezza che là nel mezzo ci sarà almeno una persona positiva.

Non bisogna però fare confusione. Ciò che fornisce questo strumento non è il rischio di contrarre Sars-Cov-2. Come specificato dai ricercatori che l’hanno sviluppato, infatti, il rischio individuale dipende da troppe variabili: lo spazio in cui si svolge l’evento, la sua durata, se le misure di precauzione (mascherine, distanziamento sociale) vengono rispettate.

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