“Redistribuire le risorse per evitare disuguaglianze”. Questa la ricetta della ministra della Salute Giulia Grillo, in collegamento a Wired Health, per gestire un sistema sanitario che viaggia a 21 velocità. Tante quante sono le regioni e le province autonome cui la riforma del titolo V della Costituzione ha affidato le competenze in materia sanitaria.

Tema tanto più importante mentre regioni come Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna chiedono maggiore autonomia. “Il rischio che aumenti il gap tra le diverse regioni esiste assolutamente”, ha spiegato. “Ho chiesto al nuovo Consiglio superiore di sanità di aiutarmi ad elaborare una strategia in questo senso”.

Sforzo che va anche nella direzione di ridurre la migrazione sanitaria. Ovvero il fatto che i pazienti si spostino fuori dalla propria regione per ottenere le cure. “Dobbiamo costruire delle reti nazionali di alta specialità, che ci permettano di allocare al meglio le risorse. Le terapie oncologiche hanno diversi approcci terapeutici e diagnostici, dobbiamo unire il Paese in un’unica rete che consenta a tutti di accedere alle prestazioni. Dobbiamo evitare di concentrare i capitali in un unico posto”.

(foto Vincenzo Livieri – LaPresse)

Non solo. “Una delle sfide più grandi sarà quella di costruire un sistema di prenotazione omogeneo su tutto il territorio nazionale”. La soluzione, ha sottolineato la ministra, passa attraverso il digitale: “dobbiamo arrivare alla completa informatizzazione, così che il cittadino possa prenotare, pagare e disdire visite ed esami tramite smartphone”.

Due giorni fa, sulla propria pagina Facebook, la ministra aveva parlato della necessità di ricostruire un rapporto di fiducia tra scienza e cittadini. “Sto immaginando una sorta di cabina di regia che traduca le informazioni scientifiche, specie quelle che hanno a che fare con la vita, in una maniera popolare, così che le persone possano comprenderle”. Anche in questo caso il digitale viene in aiuto. “Ho chiesto di sviluppare un’app sulla maternità che fornisca informazioni certificate”.

Ultimo tema affrontato, la sostenibilità del sistema sanitario. “Tutto sta nel saper governare, nel gestire al meglio le risorse a disposizione. Da un lato le nuove tecnologie, come le immunoterapie CarT, che comporteranno un aumento dei costi. Dall’altro, però, l’innovazione può contribuire a ridurre le spese. Il tema è quello che noi intendiamo garantire attraverso il servizio pubblico”.

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