(foto: Wired Next Fest 2020)

L’app Immuni, sviluppata dallo stato per aiutare gli italiani a difendersi dal coronavirus, è stata scaricata da “4 milioni e 300mila utenti”, secondo le cifre fornite dal ministro dell’Innovazione, Paola Pisano, durante il suo intervento al Wired Next Fest. È un dato che rappresenta circa il 12 per cento della popolazione italiana tra 14 e 75 anni in possesso di smartphone, secondo l’Università di Pavia. Pisano ha risposto a una domanda sui numeri reali della diffusione del software per il tracciamento, operativo sul territorio nazionale dal 15 giugno.

Pisano, intervistata dal direttore di Wired Federico Ferrazza, ha dato anche un’informazione cruciale: sono 43 i contagiati che hanno installato l’app e acconsentito a inviare il messaggio di notifica a chi stava loro intorno; 23 sono invece soggetti allertati, vale a dire quelli che hanno avuto la possibilità di conoscere il rischi contagio cui sono state esposti. Questo dimostra il vero successo Immuni, ha affermato Pisano. Dal punto di vista tecnico e di selezione delle società che hanno sviluppato l’app, il ministro non rifarebbe nulla diversamente, ha detto: ma ha spiegato che dal punto di vista della comunicazione “si poteva fare di più”. E per questo motivo ha annunciato anche una nuova campagna di stampa.

Immuni è un’applicazione “sempliceche “rispetta la privacy e non registra alcun dato sensibile”, come la definisce il ministro, che lamenta una “controinformazione molto forte”, anche all’interno del governo.

Qualche ora prima, durante un question time al Senato, il ministro aveva spiegato che i download sono “meno del previsto” e che comunque non crede che Immuni “sia l’unica soluzione”, ma “rientra in una strategia complessiva”, comunque “utile a ridurre contagi e decessi”.

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