Solitamente i robot industriali sono impiegati per compiere azioni ripetitive al posto degli esseri umani, quella che definiamo comunemente automazione. Ma non è questo il caso. I robot che vedete in questo video, infatti, sono stati scelti non tanto per imitare, ma piuttosto per realizzare un risultato migliore di quello che operatori in carne e ossa avrebbero potuto ottenere.

Il set è l’università di Princeton, dove l’architetta Stefana Parascho e l’ingegnere Sigrid Adriaenssens, in collaborazione con lo studio di architettura Skidmore, Owings and Merrill hanno disegnato e lasciato costruire a un robot l’opera LightVault: una volta di vetro dal design curvo la cui costruzione, in mano alle macchine, si è dimostrata molto più sostenibile rispetto all’approccio classico. Niente impalcature, nessuno spreco di materiali e, inoltre, un’efficienza strutturale migliorata solo grazie alla forza e alla precisione dei robot.

Bellezza e sostenibilità, insomma, non si escludono a vicenda, se lasciamo che robot come questi esprimano al massimo il loro potenziale nella costruzione.

(Credit video: Stefana Parascho, Isla Xi Han, Edvard P. G. Bruun)

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