Una buona notizia fondamentale per chi, per colpa di un incidente o di una malattia, ha perso un arto: un team di ricercatori dell’università dello Utah, in collaborazione con la Darpa e la National Science Foundation, ha svelato il suo ultimo prototipo, una mano prostetica capace di muoversi col pensiero di chi la indossa – e che offre una gamma di sensazioni tattili similissime a quelle dell’arto naturale.

Si chiama Luke, in omaggio a Luke Skywalker di Guerre stellari, e funziona grazie a una rete molto fitta e complessa di sensori in grado di attivare le terminazioni residue del paziente sull’estremità amputata, e in particolare grazie a centinaia di minuscoli elettrodi impiantati direttamente in prossimità delle fibre nervose del paziente. Guardare (questo video) per credere.

(Credit video: University of Utah College of Engineering)

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