Uno degli orologi esposti a Baselworld 2019 (Adam Berry/Getty Images)
Tassi che scendono, ineguaglianza che cresce, ammonisce Thomas Piketty nel suo libro “Il capitale nel XXI° secolo”. La regola ha trovato conferma in questi anni nell’avanzata dei colossi della moda come Lvmh o di un’icona del vero lusso come Ferrari. Ma nell’ultimo anno c’è stata un’eccezione: i marchi svizzeri dell’orologeria quotati a Zurigo. Richemont, il gruppo controllato dal miliardario sudafricano Rupert (cui fanno capo tra gli altri marchi come Cartier, Iwc, Vacheron Constantin e Piaget) veleggia in pratica sui prezzi di un anno fa attorno a 86 franchi, in forte ritardo rispetto a Lvmh cresciuta nel frattempo del 30% abbondante. E’ andata assai peggio a Swatch Group, la creatura di Nick Hayek che controlla anche Omega, Tissot e Longines che ris…



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