(immagine: Getty Images)

In Russia il Gamaleya National Research Centre for Epidemiology and Microbiology ha somministrato a miliardari, dirigenti d’azienda, esponenti politici e funzionari del governo nonché a militari un vaccino sperimentale contro il coronavirus. Il trial clinico partito già ad aprile, riferisce Bloomberg citando fonti interne anonime, si starebbe avviando verso la conclusione della fase 2, sebbene nessun risultato sia stato ancora reso noto. Non ci sono molte informazioni pubbliche, ma la notizia è stata confermata dal Kirill Dmitriev, responsabile del Russian Fund of Direct Investments che finanzia il progetto.

Se ne è parlato poco (forse perché poco si sa) rispetto ai progetti di altri Paesi come Cina e Stati Uniti, ma anche i potenziali vaccini contro Sars-Cov-2 della Russia corrono veloci. In particolare secondo fonti interne interpellate da Bloomberg, che hanno preferito rimanere anonime, sarebbe il vaccino a base di un vettore virale (un adenovirus) modificato per esprimere la proteina spike del nuovo coronavirus sarebbe quello su cui si stanno concentrando i principali sforzi.

Questo dispositivo assomiglierebbe a quello sperimentato dalla cinese CanSino e che dovrebbe essere testato anche in Canada – che tra l’altro pochi giorni fa ha accusato (insieme a Regno Unito e Usa) gli hacker russi di aver tentato di rubare informazioni riservate proprio sul progetto di vaccino.

La sperimentazione russa è partita ad aprile con 40 volontari per la fase 1, continuando poi con la fase 2 senza pubblicare risultati. Possiamo però supporre siano stati positivi, visto che pare che oltre che ai volontari del trial ufficiale il vaccino sia stato offerto anche a centinaia di esponenti dell’élite politica e aziendale del Paese. Queste persone non rientrerebbero nello studio ufficiale, appunto, ma sarebbero comunque monitorate e verrebbero tenuti dei registri di eventuali effetti collaterali.

Secondo l’istituto Gamaleya, occorrono 2 iniezioni di vaccino per produrre una risposta immunitaria adeguata, che potrebbe durare per un paio di anni. La scorsa settimana Kirill Dmitriev, responsabile del Russian Fund of Direct Investments che finanzia il progetto – che ha anche affermato di essersi vaccinato insieme alla sua famiglia – ha riferito che la fase 2 della sperimentazione si concluderà il 3 agosto e partirà direttamente la fase 3, includendo migliaia di persone in Russia, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti. Se tutto va come deve la distribuzione a livello nazionale inizierà a settembre, con la produzione di 200 milioni di dosi entro la fine del 2020.

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