Ieri Tether, azienda che si occupa della gestione ed emissione dei token USDT, ha comunicato che la stablecoin è pronta a debuttare anche sulla piattaforma di EOS.

I token USDT dunque, oltre ad utilizzare il già noto protocollo Omni appoggiato alla blockchain di bitcoin, da oggi utilizzano anche la piattaforma EOSIO.

Poche settimane fa Tether aveva annunciato il debutto di USDT anche su Tron (TRX). In passato inoltre, USDT si era già espansa sulla blockchain di ethereum, annunciando il proprio token ERC20.

La stablecoin Tether sbarca su EOS

Stando al comunicato ufficiale, Tether ha deciso di annunciare il proprio token anche su EOSIO per sfruttare il potenziale della piattaforma.

Utilizzando infatti il “Delegated Proof-of-Stake“, il network di EOS offre una scalabilità non raggiungibile dalle comuni blockchain. Non solo, la piattaforma EOSIO rimuove anche i costi delle transazioni di rete ed offre un throughput assai più elevato, garantendo operazioni veloci ed efficaci.

Si tratta di un insieme di caratteristiche essenziali per una stablecoin come Tether, ancorata al prezzo del dollaro americano e spesso usata per grossi trasferimenti da un exchange all’altro.

L’arrivo di USDT sulla piattaforma di EOS apre inoltre nuove scenari d’utilizzo per la stablecoin, la quale potrà venire integrata su EOSFinex, versione decentralizzata dell’exchange Bitfinex realizzata sulla piattaforma EOSIO.

Proprio l’uso di chain diverse è essenziale per il successo della stablecoin sulle varie piattaforme decentralizzate, ormai sempre più diffuse.

USDT arriverà anche su Liquid Network?

Leggendo i tweet del CTO di Bitfinex, pare che l’azienda abbia intenzione di espandere ulteriormente il portfolio di piattaforme su cui si appoggia Tether.

Stando ai rumors, la possibile prossima candidata potrebbe essere Liquid Network.

Liquid Network è una sidechain di bitcoin che mira ad offrire transazioni veloci e confidenziali fra le principali piattaforme di trading – dunque gli exchange -, i market maker ed i broker.

Una sidechain è una soluzione second layer, in quanto parzialmente off-chain dalla blockchain principale di bitcoin. Si tratta infatti di una blockchain secondaria vera e propria sulla quale si utilizzano token fittizi per effettuare trasferimenti di valuta.

In questo modo è possibile migliorare la scalabilità della rete, consentendo migliaia di transazioni a prezzi praticamente nulli. Liquid Network, essendo già adottato da diversi exchange, potrebbe essere un altro importante passo avanti per Tether.

Tether anche su Lightning Network?

Oltre al rumor di Liquid Network – quasi certo ormai, vista la conferma del CTO Paolo Ardoino -, in rete si vocifera anche dell’utilizzo futuro di Lightning Network come piattaforma su cui rilasciare token USDT.

Si tratta di una notizia da prendere con molta cautela, visto che ad oggi Lightning Network non è ancora pronto per applicazioni di questo tipo.

Il possibile debutto di Tether su Lightning Network potrebbe avvenire già alla fine del 2019, stando alle voci che circolano in rete, anche se pare un periodo temporale piuttosto ristretto.

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