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Qual è la temperatura media del corpo umano? Tutti saremmo portati a dire 37°C. Ma ne siamo sicuri? Da un po’ di tempo gli esperti si stanno interrogando sulla correttezza di questo dato, ritenuto troppo elevato. Qualcuno dà per scontato che abbia più un valore storico che reale, perché stabilito con una tecnologia imprecisa rispetto a quella attuale. Un errore di misurazione, dunque? Non la pensano così alla Stanford University (California), dove il team di Julie Parsonnet ha svolto una ricerca d’archivio risalendo fino al 1862, ipotizzando invece un effettivo calo della temperatura corporea media che sarebbe passata da 37°C a 36,6°C.

Per la loro indagine i ricercatori hanno utilizzato tre set di dati: il più vecchio appartiene alla Union Army Veterans of the Civil War (Uavcw) e raccoglie 83.900 misurazioni della temperatura corporea di uomini statunitensi dal 1862 al 1930; 5998 misurazioni tra il 1971 e il 1975 derivano dal National Health and Nutrition Examination Survey I; 230.261 sono contenute nel Stanford Translational Research Integrated Database Environment e sono state raccolte tra il 2007 e il 2017. Nella seconda e terza fonte erano disponibili anche dati sulle donne statunitensi.

Secondo le valutazioni dei ricercatori la temperatura corporea media della popolazione sarebbe diminuita di 0,03°C ogni decennio, col risultato che dal 1862 a oggi si è passati da 37°C a 36,6°C. E il trend discendente non si starebbe fermando.

A sostegno dell’idea che si tratti di un calo reale e non di errori sistematici di misurazione, Parsonnet e colleghi indicano il fatto che il decremento sia evidente in ciascuno dei tre set, che presumibilmente raccolgono dati omogenei al loro interno. Per i dati più recenti, poi, dagli anni ’60 del XX secolo a oggi, cade anche l’obiezione della tecnologia imprecisa.

Normalizzando i dati in base all’anno di nascita delle persone, il team sostiene che i più anziani abbiano temperature più alte di quelle dei nati nelle decadi successive anche quando la misurazione è stata ottenuta nello stesso anno – fatto che farebbe scartare definitivamente l’errore dello strumento.

Da quest’ultima osservazione, poi, i ricercatori hanno formulato un’ipotesi del perché la temperatura corporea media sia diminuita nel tempo. “La spiegazione più probabile secondo me”, ha commentato Parsonnet a New Scientist, “è che, microbiologicamente, siamo molto diversi da come eravamo”. Grazie ai progressi della scienza medica (vaccini e antibiotici) e al miglioramento dello stile di vita, il nostro sistema immunitario sarebbe meno attivo e si verificherebbero meno processi infiammatori dei tessuti.

Si tratta – è bene sottolinearlo di nuovo – di una teoria che potrebbe essere soggetta a diverse critiche, soprattutto perché gli autori ammettono di non sapere in che modo siano state fatte le misurazioni (con quali strumenti e se fossero orali o ascellari). Servirebbero insomma un po’ più di conferme, che potrebbero venire se l’analisi fosse estesa al di fuori degli Stati Uniti.

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