Un fake porno con Gal Gadot, attrice di Wonder Woman

Chi diffonde immagini e video falsi di persone senza veli o riprese in atti sessuali espliciti, dovrebbe essere punito come chi pubblica materiale non manipolato, della stessa natura, senza il consenso dell’interessato? Sì, secondo lo stato americano della Virginia.

Il primo luglio è entrata in vigore un emendamento della legge dello stato federale statunitense sul revenge porn. Contrariamente alla versione precedente, questa nuova legge tutela anche chi non ha mai partecipato a scene erotiche, nemmeno destinate a un pubblico privato, ma si ritrova, suo malgrado, protagonista di un falso filmino hard in rete o false foto di nudo costruite con la tecnica dei deepfake. In particolare, chi diffonde “immagini video o contenuti creati in modo falso” da oggi in Virginia commette un’infrazione di Classe 1, che può portare fino a un anno di carcere e 2500 dollari di multa.

Secondo Ars Technica, lo stato con capitale Richmond è uno dei primi a prendere provvedimenti contro i nuovi contenuti falsi, più sofisticati e con manipolazioni difficili da scovare. Le nuove norme approvate in America, però, puniscono anche strumenti meno complessi: immagini photoshoppate – anche male – o manipolate attraverso altre app, software o programmi online.

La Virginia si è dotata di una legge sul revenge porn nel 2014. Quella che è appena entrata in vigore è una versione emendata dalla Camera e firmata dal governatore Ralph Northam lo scorso marzo.

La lotta ai deepfake

Negli Stati Uniti si parla sempre più spesso delle immagini e dei video che ritraggono persone nell’atto di fare cose che non hanno mai fatto, o dire cose che non hanno mai detto; al momento, ci sono almeno tre proposte legislative in merito in fase di discussione.

Una di queste è stata depositata dal senatore Ben Sasse e criminalizza la creazione e la distribuzione di questi contenuti; un’altra è invece nata su iniziativa della deputata dei democratici Yvette Clark. Si chiama Deep Fakes Accountability Act e si basa su due pilastri: l’obbligo per ogni persona che crea un deep fake, di dichiarare che il video è stato alterato attraverso “filigrane digitali irremovibili e descrizioni testuali”, pena la punibilità di un reato federale; il secondo, invece, dà la possibilità a chi è stato danneggiato dalla diffusione di questi video di fare causa a chi l’ha creato.

Anche lo stato di New York vuole contrastare la diffusione dei deepfake. Per questo, è stata presentata una legge che punisce, accostandolo alla definizione legale di truffatore, qualsiasi individuo crei di proposito video, audio o immagini falsi senza il consenso della persona interessata, e dando alle vittime di questa pratica la possibilità di essere risarcite.

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