Redatto da Oltre la Linea.

L’arco lungo, o longbow, fu un’arma temibile nell’Europa del XIII, XIV e XV secolo. Utilizzata con grande maestria dagli arcieri della corona d’Inghilterra, fu il terrore della cavalleria pesante francese durante la Guerra dei Cent’anni.

La cavalleria medievale, padrona incontrastata dei campi di battaglia europei dal VII al XII secolo, nel 1200 iniziò ad incontrare diverse minacce al suo primato. In verità, già i fanti comunali della Lega Lombarda avevano dimostrato che blocchi di fanteria ben armata ed addestrata potevano fermare la cavalleria in carica, (Legnano 1176). Ma è da Bannockburn in poi che i cavalieri iniziano a perdere quel primato bellico che aveva modellato la stessa aristocrazia.

Principali minacce non furono solo quadrati di fanteria armati lance lunghe, ma anche i pericolosissimi arcieri inglesi e gallesi armati di arco lungo.

L’Arco lungo: terrore della cavalleria medievale

L’arco lungo

La lunghezza media di un arco lungo del XIV secolo si aggirava su 1.80m. A noi sono arrivati pochissimi esemplari degli archi medievali, però la lunghezza media si aggirava su questo standard. Si dice infatti che l’arco deve essere lungo quanto la lunghezza raggiunta dalle braccia stese dell’arciere.

Bisogna subito precisare d’altra parte, che l’arco lungo non è una prerogativa unicamente medievale ed inglese. Conosciamo infatti esemplari di arco lungo di epoca preistorica. Fra questi è famoso quello di Ötzi, la mummia di Similaun; un arco lungo dello stesso materiale di quelli del medioevo inglese: legno di tasso. Pure in Sardegna è stata ritrovata un’arma di questo tipo; da notare che in seguito all’analisi del DNA di Ötzi è stata provata la sua parentela con Sardi e Corsi.

Nonostante ciò è comune riconoscere alla corona d’Inghilterra il primato d’aver applicato con successo quest’arma in battaglia. L’arco, solitamente in legno di tasso, poteva raggiungere distanze molto notevoli. È stato infatti provato che, in mani esperte, le frecce scagliate possono raggiungere i 370 m, (400 yard circa).

La caratteristica fondamentale dell’arco lungo era però la sua capacità di penetrare le armature anche a grandi distanze. Usato sia per la caccia che per la guerra, l’arco infatti, in mani di un esperto arciere, perforava usberghi, cotte di maglia e anche le armature a piastre dei nobili più ricchi.

La sua forza era pari se non superiore a quella di una balestra, con la grande differenza che, nell’arco di un minuto, poteva lanciare il triplo dei dardi di una balestra. Unendo ad una grande portata, una temibile penetrazione e una spaventosa cadenza di tiro, l’arco lungo si presenta come una delle armi più potenti del Medioevo.

L’Arco lungo: terrore della cavalleria medievale
Fasi di tiro di un arciere armato con arco lungo

In battaglia

Gli Inglesi seppero utilizzare a dovere quest’arma terribile in numerose occasioni durante la guerra dei Cent’anni. Questo conflitto vide impegnate la monarchia inglese e quella francese per il dominio della Francia stessa. Al contrario degli Inglesi, l’aristocrazia francese era ancora fermamente convinta del predominio della cavalleria sul campo di battaglia.

Nobili, orgogliosi, desiderosi di provare il proprio coraggio sul campo, gli aristocratici francesi erano considerati i cavalieri migliori del mondo. Arditi, e spesso forse indisciplinati, la superbia e ciecità militare della nobiltà francese portò alle sconfitte più terribili della guerra contro l’Inghilterra.

D’altro canto gli Inglesi, che avevano imparato la lezione di Bannockburn, (articolo allegato sopra), erano riusciti a ricavare il meglio da tutte le forze alle proprie disponibilità. Cosa inaudita per i Francesi, i cavalieri nobili d’Inghilterra erano pure pronti a combattere a piedi, a fianco e come un comune Plebeo!

L’Arco lungo: terrore della cavalleria medievale
Miniature medievale con arcieri armati di arco lungo

Facendo interagire alla meglio gli arcieri armati di arco lungo, la fanteria e la cavalleria, gli Inglesi seppero vincere quasi tutte le grandi battaglie della guerra. Vinsero infatti a Sluis (1346), a Crécy (1346), Poitiers (1356) e ad Agincourt (1415).

Addestramento

Non si diventava maestri dell’arco lungo dalla notte col giorno, nemmeno con un allenamento intensivo di qualche mese. Per saper utilizzare al meglio quest’arma servivano anni ed anni d’addestramento. La grandezza dell’arco e la tensione della corda erano tali che solo i più muscolosi e forti fra le reclute sarebbero riuscite a padroneggiarlo a dovere.

La paga per diventare arcieri non era male, ma sicuramente le conseguenze dell’uso di quest’arma scoraggiavano i più. Il continuo addestramento con l’arco lungo causavano infatti la leggera scoliosi della schiena, come i moderni tennisti il braccio sinistro si ipertrofizzava mentre il destro era forte e muscoloso. Le unità di arcieri inglesi erano dunque composte da uomini alti, muscolosi e leggermente…storti.

L’Arco lungo: terrore della cavalleria medievale

Fan fact: Perché gli inglesi per mandare aff…. (Fuck you) mostrano dito medio ed indice?

Numerosi storici ritengono che questo gesto – mostrare il dorso delle dita a V (medio ed indice) – sia da far risalire alla guerra dei Cent’anni. Dopo aver sperimentato la potenza dell’arco lungo inglese, i Francesi presero a tagliare le dita della mano destra che servivano a tirare con l’arco, medio ed indice per l’appunto. Gli Inglesi allora, per insultare i Francesi, presero l’abitudine di mostrare le due dita, per ricordare che con solo quelle potevano uccidere un qualsiasi nobile nato ed allevato per combattere.

(di Marco Franzoni)

 

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