L’attrice Famke Janssen nel film di James Bond GoldenEye, 1995 (foto: Keith Hamshere/Getty Images)

Le self driving car possono spaventare, ma non spaventano tutti allo stesso modo. Un sondaggio dell’American Automobile Association, la più importante federazione nordamericana di club automobilistici, mostra che il 71% delle persone ha paura di salire su un’auto completamente autonoma, e che la percentuale di chi non si fida è molto più alta tra le donne (79%) che tra gli uomini (62%).

A conclusioni simili sono arrivati anche i ricercatori del Mit. Secondo uno studio dell’AgeLab il 53% delle donne preferirebbe che ci fosse a bordo anche un guidatore; agli uomini, invece, importa solamente nel 32% dei casi.

Perché le donne hanno più paura?

In linea puramente teorica, le auto autonome dovrebbero essere più sicure: se il guidatore è un sistema automatizzato, tra le altre cose, dovrebbe essere impossibile rimanere coinvolti da responsabili in un incidente causato dalla disattenzione, dallo stato di ebbrezza o dall’utilizzo di sostanze stupefacenti.

Beh, dovrebbe, esatto: ciò non significa che il viaggio è sicuro al 100%. Il sistema può sempre commettere un errore tecnico. Nel 2018, proprio a causa di falle di questo tipo, diverse auto autonome hanno causato incidenti, anche mortali. In un caso, il mezzo non aveva avvertito la presenza di un pedone mentre attraversava la strada e l’ha investito.

Non è chiaro perché le donne abbiano – in media – più paura degli uomini. Secondo Meredith Broussard, che insegna alla New York University ed è l’autrice di Artificial Unintelligence: How Computers Misunderstand the world, questa diffidenza potrebbe essere una conseguenza diretta del fatto che questi oggetti sono programmati da uomini e “sviluppati per proteggere il maschio medio”. Il riferimento è al fatto che, per esempio, i crash test sono stati condotti a lungo usando solo manichini che avevano le sembianze di uomini, e per questo le donne avrebbero le loro ragioni nel sentirsi meno protette nel caso di un incidente.

Questi timori trovano almeno in parte conferma in una ricerca dell’università della Virginia. Gli autori hanno esaminato cosa è cambiato dopo l’introduzioni di alcuni sistemi di sicurezza, come gli airbag, e hanno scoperto che la possibilità di riportare una ferita mortale in un incidente stradale si era abbassata del 53%. Le donne, però, correvano molti più rischi degli uomini. La scarsa rappresentanza femminile nell’industria non era però che una delle possibili cause ipotizzate dai ricercatori – e, in ogni caso, la ricerca era stata condotta su auto non autonome.

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