Un ospedale a Roma (Photo by Antonio Masiello/Getty Images)

Gli ultimi aggiornamenti sui dati del contagio da coronavirus in Italia parlano di 27mila casi positivi e di 2.158 morti. Numeri che mostrano anche lo sforzo del nostro sistema sanitario nazionale nel gestire questa crisi. Nell’ultimo decreto del governo, approvato lunedì dal consiglio dei ministri, sono molte le misure adottate per fronteggiare la diffusione del Covid-19: da nuove assunzioni di medici e infermieri fino ad allestimento di ospedali da campo o fino ad accordi con cliniche private per aumentare i posti letto nelle terapie intensive o nelle unità operative di pneumologia e malattie infettive. Ma non basta per un sistema che rischia il collasso e, proprio per questo, negli ultimi tempi si sono moltiplicate le iniziative di solidarietà. Da i grandi colossi dell’house hosting, passando per raccolte fondi e donazioni, ecco come sta rispondendo l’Italia.

Raccolte fondi e iniziative solidali

Forse il portale più conosciuto in questo momento per raccogliere denaro da destinare agli ospedali è la piattaforma di crowdfunding sociale Gofundme. Chiara Ferragni e Fedez, su questo sito, hanno promosso una raccolta fondi per l’ospedale San Raffaele per cui sono stati raccolti più di 4 miliardi di euro. Ma non è l’unica a cui si può partecipare: c’è una per l’ospedale Cotugno di Napoli, per quello di Bergamo, Parma, Torino e molti altri ancora.

Basta collegarsi al sito e, in home page, si trovano tutte le campagne a cui è possibile partecipare. Poi ci sono anche quelle organizzate dai singoli ospedali che, sui propri portali, hanno attivato delle aree specifiche destinate alle donazioni. È il caso, per esempio, dell’ospedale Spallanzani di Roma o del Sacco di Milano. Sono tantissimi, come tantissime sono le piattaforme che ospitano questo tipo di iniziative.

Per avere un prospetto più chiaro, ActionAid ha ideato un progetto noprofit, chiamato Covid19italia.help, che raccoglie non solo informazioni sulla diffusione del virus, comunicati ufficiali di fonti istituzionali, ma anche tutte le raccolte fondi e iniziative solidali, divise per regione. Dentro è possibile trovare la raccolta fondi promossa da Emergency, ma anche  il singolo cittadino che si offre di cucinare pasti per gli ospedali. Accedendo all’area segnalazioni del sito, si può decidere in che modo partecipare: o offrendo il proprio aiuto, o donando.

Airbnb e gli altri

I colossi dell’house hosting, invece, scendono in prima linea per aiutare a trovare un alloggio al personale sanitario. In un comunicato stampa diffuso il 18 marzo, Airbnb ha lanciato l’iniziativa “Airbnb per medici e infermieri” che metterà in contatto direttamente gli host che vogliono mettere a disposizione gratis il proprio appartamento e il personale ospedaliero costretto a trasferirsi. Il sito, inoltre, si farà carico dei costi dell’operazione consentendo anche la copertura delle spese correnti agli host.

Non sono gli unici, però. The Best Rent, società milanese che opera nel settore immobiliare negli affitti a breve e medio-lungo periodo, ha ideato e s’è fatto promotore di #iocimettolacasa: una rete in cui chi offre alloggi gratis a Milano viene subito segnalato agli infermieri e ai medici che hanno bisogno di una casa. Lo stesso anche per Altido, CleanBnB, Halldis, Italianway, Sweetguest e Wonderful Italy, sei delle principali aziende italiane di gestione di appartamenti per affitti a breve termine. Il nome dell’iniziativa, in questo caso, è #StateACasaNostra e raccoglie tutti gli immobili disponibili a titolo gratuito, gestiti dalle sei società, in alcune delle principali città italiane (come Milano, Bologna, Torino, Roma).

A Bologna, invece, s’è mobilitata Federalberghi che mette a disposizione stanze negli alberghi della città a prezzi convenzionati per medici, infermieri e personale sanitario impegnati nell’emergenza coronavirus.

Le grandi aziende

Anche le multinazionali italiane hanno deciso di fare la loro parte in questa emergenza sanitaria. La compagnia assicurativa Generali ha creato un Fondo straordinario internazionale da 100 milioni di euro  per finanziare attività e macchinari, in accordo col Sistema sanitario nazionale e la Protezione civile. Giuseppe Caprotti – figlio del fondatore di Esselunga, Bernardo – ha donato 10 milioni di euro per sostenere iniziative terapeutiche in Lombardia e per un piano a favore delle categorie più deboli colpite dagli effetti dell’epidemia. A questi hanno fatto seguito anche i colossi dell’energia Snam e Italgas che hanno stanziato milioni di euro milioni di euro per realizzare iniziative in favore del sistema sanitario italiano.

Tra quelli più attivi ci sono anche le aziende del settore della moda. Da Malloni a Manila Grace, da Lorena Antoniazzi ad Elisabetta Franchi, da Prada fino al gruppo francese Kering, che controlla vari marchi italiani o fa svolgere alcuni passaggi produttivi in Italia. Tra le più significative c’è Manila Grace che devolverà  5 euro per ogni scontrino emesso nei propri negozi nel mese di marzo al Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Ospedaliero Luigi Sacco. O il marchio di gioielleria Kidult che devolverà il 20% del ricavato delle vendite realizzate su discoverkidult.com, a partire dal 16 marzo e fino al 5 aprile, l’Ospedale San Raffaele di Milano.

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