(foto: University of California San Diego)

Chi non vorrebbe avere una super vista? Direttamente dall’università di San Diego arriva un prototipo di lenti a contatto potenzialmente rivoluzionarie che possono mettere a fuoco in base al movimento degli occhi e addirittura andare a zoomare per avvicinarsi al soggetto.

Le fotocamere digitali funzionano in modo simile al nostro sistema visivo, ispirandosi ai suoi vari componenti, per esempio con il focus o per aumentare o diminuire la luce in ingresso. Ma secondo i più recenti dati dell’Oms sono 235 i milioni di persone al mondo con problemi di vista e così una buona fetta della popolazione ha necessità di inforcare occhiali oppure indossare lenti a contatto.

Proprio le lenti hanno tutte le carte in regola per accogliere le innovazioni più stupefacenti. In attesa di quelle (assai futuristiche) con display integrato e pannelli solari per l’energia, quelle con laser o quelle per il rilevamento dei livelli di glucosio, il primo passo potrebbe proprio essere quello suggerito dall’ateneo californiano. Come funzionano queste lenti?

Le lenti a contatto con lo zoom
(foto: University of California San Diego)

Il primo prototipo non si può certo definire come indossabile, visto che è necessario miniaturizzarne (e di molto) i componenti, ma può far comprendere il funzionamento molto bene. Come spiegato nell’articolo A Biomimetic Soft Lens Controlled by Electrooculographic Signal su Advanced Functional Materials, sono due le parti fondamentali. La prima è la lente realizzata da pellicole polimeriche flessibili (elastomeri dielettrici) che possono cambiare la propria struttura – lo spessore, soprattutto – quando attraversate da una corrente per aggiustare la messa a fuoco.

La seconda è composta dagli elettrodi (anche loro per ora un po’ troppo grossi) vanno a rilevare i cosiddetti segnali elettro-oculografici che vengono generati dai movimenti dell’occhio quando si muove in alto o basso, a destra o sinistra o chiude le palpebre. Ogni movimento può essere, così, tradotto in un’indicazione specifica visto che c’è un campo elettrico generato dai tessuti attorno all’occhio con una differenza di potenziale misurabile tra fronte e retro del bulbo.

Le lenti a contatto con lo zoom
(foto: University of California San Diego)

Come da immagine qui sopra, tutto avverrà in modo naturale con la messa a fuoco precisa secondo la distanza desiderata semplicemente muovendo gli occhi e lo zoom azionato con un doppio occhiolino. Va da sé che questo progetto richiederà ancora molto tempo per perfezionarsi e rendersi davvero indossabile ma il dado è tratto. Decreterà la fine degli occhiali?

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