Redatto da Oltre la Linea.

Gad Lerner, sprovvisto di ogni argomento, sbrocca e attacca il Ministro Matteo Salvini sul piano personale. “Senza volerle mancare di rispetto, viene da chiedersi cosa pensi in cuor suo la madre di Salvini di questo figlio che si compiace nell’esibizione pubblica dello scherno e della cattiveria addosso a persone che soffrono – ribadisce Lerner – Convinto, il ministro della propaganda, sbagliando, che chi plaude sghignazzando alle sue bravate sui social, rappresenti il comune sentire della nazione. Fa male i suoi conti”

Gad Lerner sbrocca e passa agli insulti

Anche ammettendo che i 9 milioni di voti leghisti, prosegue Gad Lerner, “e sommateci pure quelli di Fratelli d’Italia e una quota dei berlusconiani, vivano come una liberazione l’indifferenza nei confronti di quei reduci dai campi di prigionia libici ugualmente si tratta solo della minoranza arrabbiata di un Paese di 60 milioni di abitanti che resta assai migliore della raffigurazione che Salvini ne fornisce ogni sera dagli schermi televisivi. Dovrà fare i conti con un’Italia, certo, intimidita, ammutolita dall’accanimento con cui vengono liquidate le figure di riferimento che predicano l’umanitarismo e la solidarietà, un’Italia che vive con crescente disagio la spirale del turpiloquio e dell’ostentazione di cinismo”.

“Di fronte a sé, stavolta – afferma Lerner – Salvini si ritrova un osso duro: Carola Rackete. Durerà fatica a millantare che la comandante della Sea-Watch 3 sia l’ingranaggio della finanza mondialista nemica del popolo italiano, o magari un’avventuriera bolscevica – conclude Lerner – La disobbedienza civile con cui la Capitana ha deciso di sfidare il Capitano piccolo piccolo e il suo Decreto Sicurezza bis che criminalizza il soccorso in mare, è la più classica forma di omaggio alla legalità sostanziale, fondata sul rispetto delle norme internazionali sancite dal diritto del mare”.

Il giornalista chic che chiedeva di schedare i giornalisti sovranisti

Lerner parla e Salvini ringrazia: ogni volta che il giornalista radical chic parla, il leader leghista aumenta il suo pacchetto di voti e il suo consenso. Parliamo del democratico Lerner, quello che chiedeva le liste di proscrizione per i giornalisti sovranisti. “Vorrei compilare qui, a futura memoria, a una lista di proscrizione” scrive Lerner. Come osserva Maurizio Belpietro su La Verità – inserito anche lui nella lista nera dell’ex Lotta Continua – Lerner “lo definisce un elenco meramente simbolico perché, mentre si appresta a lanciare il sasso, già coraggiosamente preferisce nascondere la mano affinché qualcuno non lo reputi penalmente responsabile di ciò che sta scrivendo. Il simpatico collega compila un catalogo di persone da proscrivere, ossia – come spiega il dizionario Zanichelli – da esiliare, bandire, cacciare, deportare o confinare, e però aggiunge che lui non ha il potere di mettere al bando chicchessia”.

(La Redazione)

 

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