(foto: MIGUEL SCHINCARIOL/AFP via Getty Images)

Anche il vaccino CoronaVac della farmaceutica cinese Sinovac si è dimostrato molto utile in uno studio clinico condotto in Brasile, nella città di Serrana. In alcuni studi clinici, il vaccino di Sinovac risulta avere un’efficacia piuttosto limitata e pari al 51% nel prevenire i casi sintomatici di Covid-19, e fino al 100% nell’evitare ricoveri e decessi.

Ma una sperimentazione condotta oggi in Brasile mostra dati – preliminari – un po’ diversi.  L’esperimento, chiamato Project-S, riguarda la vaccinazione di massa dell’intera popolazione della città di Serrana, nello Stato di San Paolo, con il vaccino CoronaVac di Sinovac. L’indagine mette in luce che nel periodo subito successivo la somministrazione della seconda dose, il vaccino è riuscito a ridurre dell’80% i casi sintomatici, dell’86% i ricoveri e del 95% i decessi. I dati, limitati alla città di Serrana, sembrano riabilitare questo vaccino (almeno in una situazione specifica) che finora è stato poco considerato. I risultati, da confermare e non ancora pubblicati, sono stati presentati in una conferenza stampa del governo dello Stato di San Paolo. CoronaVac, in corso di valutazione da parte dell’Ema, è appena stato approvato dall’Organizzazione mondiale della sanità, che indica che il vaccino rispetta i canoni di sicurezza, efficacia e gli standard della produzione.

Project-S, l’esperimento e la vaccinazione di massa

In Brasile la campagna vaccinale procede ancora abbastanza a rilento e secondo i dati gli adulti che hanno ricevuto almeno una dose sono circa il 22% (in Italia siamo circa al 39% alla data del 3 giugno). Lo studio ha coinvolto i 45mila abitanti della città di Serrana, comune dello Stato di San Paolo. Il progetto, cui ha preso parte l’istituto Butantan, si chiama Project-S, dove la S non sta per Serrana ma per secret, dato che all’inizio la notizia dell’indagine in corso è stata tenuta riservata per non richiamare nella piccola città gruppi di non residenti. L’obiettivo era vaccinare tutti gli individui candidabili con CoronaVac, vaccino che peraltro in Brasile è molto diffuso e utilizzato nell’80% dei casi. Si tratta di un esperimento vero e proprio per osservare quali risultati si sarebbero ottenuti con la vaccinazione di massa di una popolazione.

Tutte le persone con più di 18 anni, senza patologie croniche e non in gravidanza, hanno ricevuto il vaccino CoronaVac, per un totale di circa 27mila residenti che hanno ricevuto due dosi, circa il 95% della popolazione.

CoronaVac, come si è svolto Project-S

Al momento della partenza dello studio un abitante su 20 era positivo al coronavirus e il 25% della popolazione locale era stato già esposto a Covid-19. Da febbraio ad aprile 2021 gli scienziati hanno somministrato le due dosi in una campagna di vaccinazione di massa all’interno del comune. I ricercatori hanno diviso la città in 4 zone di rischio di contagio, una divisione non solo geografica ma anche di popolazione che individua microcosmi di persone maggiormente a contatto. Quando 3 dei 4 gruppi di popolazione che corrispondono alle 4 aree individuate avevano ricevuto la vaccinazione, l’epidemia nella città è risultata finalmente sotto controllo. Il calo dei casi sintomatici, è stato significativo e molto più alto del 51%. Questa percentuale, stimata in alcuni trial clinici, rappresenta l’efficacia del vaccino CoronaVac nel prevenire i sintomi Covid-19 nella popolazione vaccinata, mentre dalle prove già raccolte l’efficacia contro le forme gravi e i ricoveri sarebbero molto più alti, fino al 100%.

Come interpretare i dati, ancora non pubblicati

Ancora i dati non sono riportati in una pubblicazione e dunque è bene attendere e mantenere tutte le cautele prima di interpretarli in qualsiasi modo. Il ricercatore Ricardo Gazzinelli, presidente della Società brasiliana di immunologia sottolinea che due mesi di osservazione (marzo e aprile) sono pochi per trarre conclusioni e che la ricerca e il monitoraggio proseguiranno. A un primo sguardo il risultato potrebbe colpire l’attenzione, considerando la precedente stima dell’efficacia pari al 51%. Tuttavia, la vita reale e le circostanze di ogni paese o città sono molto differenti e possono cambiare anche l’esito della campagna vaccinale, come dimostra questo studio. L’ipotesi, spiegata chiaramente in un articolo su Science, è che la vaccinazione di massa combinata con la precedente esposizione al virus di una buona fetta della popolazione locale possa aver favorito il raggiungimento dell’agognata immunità di gregge.

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