(Foto: Clay Banks/Unsplash)

Forse non ve ne siete ancora accorti. Ma alcuni di voi potrebbero avere un’arteria in più nel braccio. A raccontarlo sono stati i ricercatori della Flinders University che, in collaborazione con l’Università di Adelaide, hanno studiato i minuscoli cambiamenti nella nostra anatomia, dimostrando come anche un banalissimo vaso sanguigno in più nelle braccia sia un chiaro segno che la nostra specie si sta ancora evolvendo e che, in poche generazioni, potrebbe diventare sempre più comune. Lo studio è apparso sulla rivista Journal of Anatomy.

Ma di quale arteria si tratta? L’arteria mediana, spiegano i ricercatori, si forma nelle primissime fasi del nostro sviluppo e ha il compito di trasportare il sangue nell’avambraccio. Nello studio, tuttavia, i ricercatori hanno notato che questo vaso sanguigno non scompare più come in passato, ovvero non viene sostituito dalle arterie radiali e ulnari che si sviluppano solitamente in seguito. Vale a dire, quindi, che ci sono sempre più persone che la mantengono e che hanno, quindi, tutte e tre le arterie nel braccio. “Dal 18esimo secolo, gli anatomisti hanno osservato la presenza di questa arteria negli adulti e il nostro studio mostra che è chiaramente in aumento tra la popolazione”, commenta Teghan Lucas, tra gli autori dello studio. “Nelle persone nate a metà del 1880 la frequenza era di circa il 10%, mentre in quelle nate alla fine del ventesimo secolo è salita al 30%. Si tratta, quindi, di un aumento significativo in un periodo di tempo abbastanza breve”.

Per giungere a questa conclusione, i ricercatori hanno esaminato 80 arti di persone decedute, di un’età compresa tra i 50 e i 100 anni. Annotando la frequenza con cui hanno trovato un’arteria mediana abbastanza grande da poter trasportare una buona scorta di sangue, hanno confrontato questi dati con quelli disponibili in letteratura, scoprendo che questo vaso sanguigno era 3 volte più comune negli adulti di oggi rispetto alle persone di più di un secolo fa. Questa scoperta, raccontano i ricercatori, suggerisce che la selezione naturale sta favorendo coloro che mantengono questo rifornimento di sangue in più. “Questo aumento potrebbe essere il risultato di mutazioni di geni coinvolti nello sviluppo dell’arteria mediana o problemi di salute nelle madri durante la gravidanza, o entrambi in realtà”, spiega Lucas.

Sebbene, infatti, i ricercatori non abbiano ancora capito quali fattori e che ruolo giocano nei processi di selezione per cui alcuni di noi presentano in età adulta questa arteria extra, la loro ipotesi si concentra per ora sul fatto che avere un’arteria mediana persistente potrebbe aumentare l’afflusso di sangue e, perciò, rendere le braccia più forti. Anche se, precisano gli autori, potrebbe esporre a un maggior rischio di soffrire della sindrome del tunnel carpale. A prescindere dal motivo, se l’aumento osservato continuerà a questi ritmi è probabile che in breve tempo questa caratteristica diventerà abbastanza comune. “Se questa tendenza continua, la maggior parte delle persone adulte la avrà entro il 2100, precisa l’esperta. L’arteria mediana extra, quindi, è l’esempio perfetto della microevoluzione e di come la nostra specie si stia ancora evolvendo. Per quanto possa sembrarci un cambiamento minuscolo, infatti, tante piccole differenze insieme (pensiamo per esempio alla sempre più frequente assenza dei denti del giudizio, o alla ricomparsa di un osso del ginocchio chiamato fabella) possono creare pressioni selettive che ci porteranno a nuovi scenari di salute e di malattia che oggi possiamo difficilmente immaginare.

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