(Foto: Al Drago/Getty Images)

L’anno scorso l’Fbi ha tenuto sotto sorveglianza un uomo per più di 400 ore, utilizzando una flotta di aerei spia equipaggiati con videocamere di ultima generazione e dispositivi di tracciamento come gli Imsi catcher, in grado di intercettare le comunicazioni di uno smartphone. Queste rivelazioni, come riferisce The Intercept, sono state diffuse durante il processo all’uomo tenuto sotto sorveglianza, Muhammed Momtaz Alazhari, presunto sostenitore dell’Isis, sospettato di supporto materiale a membri del gruppo e possesso illegale di armi da fuoco.

Alazhari sarebbe entrato nel mirino dell’agenzia federale a maggio 2019, quando aveva 23 anni, per aver seguito la propaganda dell’Isis sui social network ed essersi espresso in suo favore. In seguito, nell’aprile del 2020, il giovane avrebbe provato ad acquistare una pistola su eBay, incontrando però un agente sotto copertura dell’Fbi. Secondo quanto dichiarato dall’agenzia, Alazhari avrebbe poi provato ad acquistare armi automatiche, sempre dallo stesso agente in incognito, rivelandogli di possedere già diverse pistole. A quel punto è cominciata la sorveglianza aerea nei suoi confronti, divenuta rapidamente quasi costante.

L’inizio della sorveglianza

Dal 18 aprile al 12 maggio 2020, gli aerei di sorveglianza dell’Fbi hanno seguito Alazhari tutti i giorni, tranne uno, per periodi di tempo variabili che andavano dalle 2 alle 20 ore al giorno. In totale, il giovane è stato spiato per 429 ore in meno di un mese, per lo più durante lo svolgimento di normali azioni di vita quotidiana, come ritirare la posta, fare la spesa, andare in visita alla sorella o in viaggio turistico o quando si è registrato presso una struttura di assistenza psicologica. L’unico giorno in cui la sorveglianza è stata sospesa è stato proprio quando il giovane si è recato nuovamente presso la struttura per ricevere assistenza. Secondo l’Fbi, si legge su The Intercept che ha seguito il processo, le operazioni di sorveglianza avrebbero scoperto Alazhari “esplorare obiettivi per un potenziale attentato” nella zona di Tampa Bay, in Florida.

I sistemi di sorveglianza utilizzati

Per tenere sotto controllo il sospettato, l’Fbi ha usato almeno nove aeroplani, impiegati a rotazione con un nuovo velivolo pronto al decollo appena un altro tornava a terra. Ogni aereo era equipaggiato di telecamere con zoom ottici in grado di identificare le persone a terra, infrarossi e sensori di calore capaci di rivelare persone attraverso alberi o altri oggetti. Inoltre, ogni movimento e conversazione di Alazhari erano tenuti sotto costante sorveglianza tramite Imsi catcher.

La descrizione di questa attività di sorveglianza ha rivelato per la prima volta, in maniera ufficiale, l’enorme capacità dell’Fbi di poter tenere sotto controllo l’intera vita di un singolo individuo all’interno del territorio degli Stati Uniti. Samuel Landes, difensore d’ufficio di Alazhari, ha sostenuto l’illegalità delle operazioni di spionaggio, perché svolte senza un mandato e, quindi, anche l’inammissibilità di tutto il materiale come prova durante il processo.

Negli Stati Uniti le forze dell’ordine non sono tenute a chiedere un mandato per sorvegliare un sospetto criminale in maniera tradizionale, mentre ne hanno bisogno qualora la sorveglianza venga svolta utilizzando tecnologie in grado di monitorare la totalità dei movimenti di una persona. Interrogata sulla liceità delle sue operazioni, l’Fbi si è rifiutata di rilasciare qualunque dichiarazione rispetto al caso di Alazhari o riguardo ad altre operazioni dello stesso tipo.

Il programma di aerei spia dell’Fbi

L’esistenza di questo programma è nota al pubblico dal 2015, quando vennero usati per controllare le proteste avvenute a Baltimora, a seguito dell’uccisione di Freddie Gray, un giovane afroamericano di 25 anni assassinato per mano della polizia. In quell’occasione l’Fbi impiegò diversi velivoli per monitorare la folla di manifestanti dal 29 aprile al 3 maggio, per poi rilasciare i filmati al pubblico.

Secondo l’Associated press, l’Fbi potrebbe contare su più di 100 aerei spia, che sarebbero registrati presso società fantasma controllate dalla stessa agenzia, come la Kqm Aviation o la Pxw services.

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