Redatto da Oltre la Linea.

Come spiega Repubblica, con una mossa politica che è rivelatrice fino in fondo del sostegno di Parigi all’offensiva militare del generale Khalifa Haftar contro Tripoli, la Francia ieri notte ha bloccato un progetto di dichiarazione dell’Unione europea che avrebbe chiesto al generale di fermare l’offensiva contro la capitale della Libia. Una bozza del documento era stata preparata ieri dal Servizio Esterno dell’Unione ed è stata fatta circolare fra tutti gli stati membri.

L’iniziativa, racconta Repubblica, è stata bloccata dalla diplomazia francese poiché si faceva esplicito riferimento ad Haftar. Secondo la bozza pubblicata dalla Reuters, l’Ue avrebbe sostenuto che l’attacco lanciato da Haftar “sta mettendo in pericolo la popolazione civile, sta danneggiando il processo politico e rischia di creare una nuova escalation con serie conseguenze per la Libia e la regione intera, incluse nuove minacce di terrorismo”. Secondo fonti di Repubblica, Parigi avrebbe chiesto di modificare il preambolo della dichiarazione in cui si indicavano le responsabilità di Hatar, e prima delle 21 ha quindi bloccato la sostanza dell’intervento della Ue.

Come spiega Lorenzo Vita su Gli Occhi della Guerra, la notizia getta un’ombra su tutta la strategia europea per la Libia. Perché è chiaro che a questo punto i giochi sono molto più complessi ma anche (finalmente) cristallini rispetto a prima. L’Unione europea non esiste, gli Stati giocano la loro partita singolarmente. E l’Italia, con l’avanzata di Haftar, rischia di essere messa con le spalle al muro da un asse composto da Francia, Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.

Matteo Salvini attacca l’Eliseo: “Atto gravissimo”

Furioso il Ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Sarebbe gravissimo se per degli interessi economici la Francia bloccasse un’iniziativa europea” per la pace in Libia, “giocasse a fare la guerra e stesse appoggiando una parte che combatte. Da ministro dell’Interno non starò a guardare: stiamo approfondendo, ci sono delle evidenze purtroppo, è questione di ore”. Così ha commentato Matteo Salvini, ospite di Rtl 102.5.

L’Italia, tuttavia, può solo prendersela con se stessa per non aver dialogato abbastanza con il Generale Haftar, quando era chiaro a tutti gli osservatori che al-Serraj era debolissimo e che a malapena controllava Tripoli. Una disfatta che è il risultato di una diplomazia fallimentare degli ultimi anni e, in particolare, dei governi precedenti.

Oltre 6 mila sfollati

“I pesanti scontri a fuoco e il bombardamento di artiglieria nelle zone residenziali di Ain Zara e Khalla al-Forjan si sono tradotti in un’impennata degli sfollati a Tripoli e dintorni, raddoppiati nelle ultime 48 ore a oltre 6.000 persone”. Lo scrive l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari (Ocha) in un “aggiornamento flash” sulla situazione nei dintorni della capitale. A riportare la notizia è l’Ansa.

“Sulla Libia non servono prove di forza o altro. È inutile che qualcuno faccia il duro o dica ‘ci penso io’ – ha detto Luigi Di Maio -, questo governo l’unica cosa che deve fare è tenere in sicurezza l’Italia, le sue aziende e il mediterraneo, supportando il piano delle Nazioni Unite. Escludiamo del tutto ogni possibile intervento miliare dell’Italia in Libia, ne’ oggi ne’ mai e ne’ oggi ne’ mai sosterremo possibili interventi di altri Paesi. Non ripeteremo gli errori del passato. Una Libia bis non la vogliamo”.

(la Redazione)

 

 

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