Redatto da Oltre la Linea.

Libia, non solo Tripoli: come racconta Vanessa Tomassini su Specialelibia.it a Murzuq, nella antica regione del Fezzan, ad una ventina di km a nord di Sabha, il rischio che il conflitto si allarghi e che la situazione sfoci in una guerra civile è sempre più concreto. «Le bande ciadiane sparano dalle costruzioni più alte. Alcuni gruppi chiudono le strade ed insultano i giovani del posto. Accade a Murzuq (o Murzuch), città del sud-ovest della Libia nella antica regione del Fezzan ad una ventina di km a nord di Sabha» scrive Tomassini, giornalista, inviata, ed esperta di Libia e di geopolitica. Nei giorni scorsi, la città è tornata agli onori delle cronache per un raid aereo da parte del Libyan National Army (LNA) e ora la situazione rischia di degenerare.

Libia, Fezzan rischio caos

Una situazione molto delicata e complessa, come spiega Tomassini. «Aiutateci – dice il giovane Mohamed – le bande ciadiane entrano di casa in casa, uccidono i maschi e violentano le donne. Non possiamo sopravvivere». Il sud della Libia, prosegue l’inviata,  è stato al centro delle operazioni anti terrorismo da parte dell’LNA, che tuttavia non è riuscito a colmare i vuoti di sicurezza risultanti dall’assenza delle istituzioni per oltre 8 anni .

Il governo del Ciad e le forze di opposizione ciadiane hanno combattuto spesso, operando dalla Libia meridionale. A settembre 2018 l’Onu ha stimato che oltre 1.000 combattenti sono stati coinvolti nelle ostilità, rivelando il rischio che il Sud diventi un campo di battaglia regionale e un rifugio sicuro per i gruppi armati stranieri, comprese le organizzazioni terroristiche.

Libia, terrore a Murzuq, nella regione del Fezzan: rischio caos

Ciad, Sudan, Niger e Libia hanno firmato un accordo per il controllo dei confini che ad oggi non risulta ancora implementato. La sua applicazione in realtà è fondamentale affinchè la Libia non diventi anche un campo di battaglia alternativo per gli altri paesi. Nel fare ciò va considerato che il Governo di Tripoli non ha alcuna influenza reale sul suo confine meridionale, attualmente relativamente sotto il controllo dell’LNA e dei suoi alleati locali.

Il confine fra Ciad e Libia

A marzo 2019, in concomitanza alle operazioni militari nell’area, il governo del Ciad annunciava di aver chiuso il confine con la Libia. In una dichiarazione televisiva, il ministro della Sicurezza ciadiano spiegava che la decisione mirava a impedire ai ribelli e ai terroristi ciadiani di entrare nel suo paese. Diverse fonti locali hanno riferito inoltre di attacchi aerei francesi contro ribelli ciadiani diretti in Ciad dalla Libia. Va detto che il confine tra i due Paesi è molto poroso e praticamente impossibile da controllare, soprattutto se si considera il business legato ad ogni tipo di traffico tra i due Paesi, gestito dalle tribù nomadi che abitano il deserto come i Tebu. I gruppi armati del Consiglio presidenziale, rappresentato da Fayez al Serraj, ha imiegato spesso combattenti chadiani in attacchi armati contro postazioni e città fedeli ad Haftar, nel disperato tentativo di espandere la loro legittimità. Non va sottovalutato, infine, che il conflitto attuale sta alimentando e ridando vita a vecchi conflitti tribali mai risolti.

(Grazie a Vanessa Tomassini e a Speciale Libia)

 

 

 

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